Le palme in Duomo e la barbarie che avanza

Un tempo la palma era simbolo del martirio. Oggi è invece divenuta simbolo dell’imbecillità di un paese sull’orlo della barbarie.

Cominciamo dall’inizio. Qualche giorno fa la piazza del Duomo di Milano è stata decorata con aiuole nelle quali spiccano delle palme. Una scelta, quella dell’architetto Marco Bay, molto criticata. La scelta delle palme è sembrata a molti fuori contesto. In effetti queste piante non sono in sintonia con l’estetica di Milano e con il suo carattere. Ma la cosa davvero criticabile è il fatto, palese, che la scelta sia caduta su queste piante per far pubblicità a Starbucks, azienda che ha pagato l’allestimento. Credo che uno spazio pubblico rappresentativo e importante come Piazza Duomo non dovrebbe essere oggetto di eventi pubblicitari.

Fin qui le critiche sensate e lecite. Purtroppo però le aiuole sono diventate il pretesto per l’ennesimo sfoggio di violenza e razzismo da parte di fascisti

Il tweet di Salvini con una sagace risposta.

e leghisti (sempre che ci sia una differenza tra i due). Militanti di Lega Nord, Casa Pound e Forza Nuova hanno manifestato per protestare contro quella che, nella loro ignoranza e stupidità, hanno definito “africanizzazione” di Milano. Peccato che le palme in questione siano di origine cinese e siano presenti in Lombardia da più di un secolo. Addirittura se ne trovano di nate spontaneamente dai semi dispersi dagli uccelli. Ne notavo un paio proprio l’altra sera nei vasi di villa Pallavicini. Fare un minimo di ricerca, informarsi e ragionare sono cose, però, che vanno oltre le capacità di un fascio-leghista. Come ebbe a dire qualcuno: non tutti gli idioti sono fascisti, ma tutti i fascisti sono idioti.

E non si pensi che siano solo pochi militanti, che rappresentano solo se stessi e non il pensiero dei loro movimenti o partiti. La presa di posizione contro le palme è ufficiale ed è stata espressa anche dai capi dei movimenti suddetti. Basti l’esempio più “eccellente”, quello di Matteo Salvini che ha twittato:

Palme e banani in piazza Duomo? Follia. Mancano sabbia e cammelli, e i clandestini si sentiranno a casa.

Il tutto corredato da un richiamo alla “motosega”, variante della consueta “ruspa”.

Un invito, quello salviniano all’abbattimento delle palme, che è stato prontamente colto da qualche suo degno seguace. Alla motosega, però, si è preferito un più semplice rogo, vigliaccamente perpetrato nella notte.

Anche l’architetto non è uscito indenne dalle proteste dei fasci. Non potendo dargli fuoco, hanno rovinato l’indice di gradimento della sua pagina facebook. Ora, si può criticare la scelta delle palme, ma un simile linciaggio informatico è indice di un tasso di violenza davvero preoccupante. Tanto più che l’architetto ha solo eseguito una commessa, senza danneggiare nessuno. La nostra solidarietà va quindi a Marco Bay.

Ciò che mi preoccupa particolarmente, però, è l’aumento costante di manifestazioni neofasciste e l’aumento anche della loro violenza e arroganza. Fino a poco tempo fa questi ratti si nascondevano nelle loro fogne e non manifestavano la loro stupidità alla luce del sole. Oggi invece se ne vanno a testa alta, senza farsi problemi e scrupoli. Forse perché le istituzioni si dimostrano conniventi e lasciano fare. Basti ricordare la manifestazione abusiva che Casa Pound fece nel settembre 2015 a Castano Primo. Allora la questura prese tempo finché la manifestazione non fu finita, di fatto permettendo un vero e proprio abuso. Una simile arrendevolezza (per non dire complicità) nei confronti di questi movimenti violenti non può che portare a tensioni e disordini. O, forse, perfino al ritorno di una dittatura totalitaria, razzista, omofoba e criminale di stampo fascista. Una cosa non impossibile come molti pensano. Viviamo un momento di crisi economica e politica molto forte. L’Europa scricchiola sempre più ed è sempre meno capace di dare risposte ai bisogni dei popoli. Mentre la povertà aumenta e il senso di insicurezza si fa sempre più forte, le istituzioni sembrano interessarsi solo ai conti di bilancio e a agli affari di banchieri e finanzieri. Se poi ci aggiungiamo la paura del diverso e dello straniero costantemente alimentata da certo giornalismo e da certa politica, non possiamo stupirci del consenso che riscuotono partiti come la Lega Nord di Salvini o il Front National di Marine Le Pen. Per non parlare di molti militanti di movimenti anti-capitalisti “di sinistra” che sempre più aderiscono a visioni rosso-brune che di giorno in giorno si avvicinano maggiormente al nero. E la storia ci insegna che un clima simile può essere preludio di nuove guerre, nuove tragedie, nuove dittature. Spero sinceramente di sbagliarmi, ma non riesco a essere ottimista. E se tutto ciò succederà, allora la palma (quella bruciata) tornerà a essere simbolo del martirio: il martirio della libertà, della dignità, dei diritti umani…

Enrico Proserpio

 

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