I gay, le Iene e lo squallore della politica

Il caso del servizio delle Iene sui finanziamenti dell’UNAR mi porta ad alcune riflessioni sulla situazione del nostro paese (e forse di tutto il mondo “democratico”).

La iena Filippo Roma.

Partiamo dai fatti. La trasmissione “Le Iene” ha mandato in onda, domenica 19 febbraio, un servizio sui finanziamenti che l’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) sostenendo che tali fondi sarebbero stati utilizzati per finanziare attività di prostituzione e di sesso estremo nei circoli dell’associazione Anddos.

Che questa associazione, come altre nel panorama dell’attivismo lgbt, abbia anche dei circoli per così dire “ludici”, è l’unica cosa vera detta nel servizio. Per il resto quel che va in onda è un’accozzaglia di imprecisioni (che riteniamo volute e fatte in malafede) e di bugie. Tanto per cominciare, nei locali affiliati all’associazione non è ammessa la prostituzione (per statuto). Inoltre l’UNAR non prevede finanziamenti alle associazioni e tantomeno ai locali a esse affiliati. L’UNAR finanzia dei progetti (qui quello che riguarda Anddos), finalizzati all’aiuto delle persone discriminate, progetti che vedono coinvolte molte associazioni e istituzioni, come, nel caso del progetto di cui parla il servizio, l’università “La Sapienza” di Roma.

L’associazione Anddos ha, negli anni, accolto e aiutato diverse persone lgbt in difficoltà a causa delle discriminazioni, evitando loro di finire in strada o peggio. Una delle persone aiutate, Vincenzo Paolino, ha contattato l’autore del servizio, la iena Filippo Roma, raccontando la sua storia. Vincenzo è stato vittima di violenza a sfondo omofobico e grazie all’Anddos la sua vicenda ha avuto esito positivo. Ma la trasmissione di Mediaset ha ignorato il fatto, preferendo dare un’immagine falsa, ma sicuramente più “produttiva” in termini di ascolto. Il che dimostra chiaramente la malafede dell’autore e dei redattori. Come le iene (quelle vere) mangiano cadaveri in putrefazione, così questi autori vivono nutrendosi della carogna della nostra civiltà ormai in disfacimento.

Nonostante l’articolo fosse falso e impreciso (per essere buoni), la politica non ha esitato a sfruttarlo per attaccare le attività dell’UNAR. È quindi

Il logo di Anddos.

partito il coro degli sciacalli (spazzini, come le iene), sempre pronti a sfruttare qualunque bassezza per far parlare di sé e infiammare gli animi facendo leva sui pregiudizi e sull’odio. Salvini, Meloni, Gasparri e altri simili personaggi si sono prodigati in feroci critiche contro i “pervertiti gay” che praticano sesso estremo (ignorando che esistono anche circoli etero che hanno lo stesso scopo) e gridando allo scandalo dei soldi pubblici andati a finanziare le orge. Il fatto che questo non sia mai avvenuto è, per questi “signori” del tutto irrilevante. Cosa volete che conti la verità davanti alla possibilità di fare propaganda? Un fatto, però, è stato stranamente ignorato da costoro: il locale che ospita la sauna gay del servizio è di proprietà vaticana. Se lo saranno dimenticati? O forse, da codardi quali sono, attaccano solo i più deboli e lasciano stare i forti?

Da parte sua la sottosegretaria alla presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi, invece che difendere il progetto (assolutamente legittimo) di UNAR e l’operato per i diritti e il benessere delle persone che Anddos porta avanti da anni, ha preferito, vigliaccamente, avviare una procedura per escludere l’associazione dai finanziamenti.

Il risultato di tutto questo can can è il rischio che diversi progetti importanti per la salute di molte persone siano chiusi. Già alcune persone straniere, che nei loro paesi rischiano la galera, o peggio, in quanto lgbt rischiano di non poter più venire in Italia grazie alla stupidità, all’irresponsabilità e alla totale mancanza di etica delle Iene e di coloro che, in politica, stanno sfruttando lo scandalo per discriminare e opprimere. Come sempre i giochi dei potenti li pagano i più deboli.

Quel che mi fa paura, in tutto ciò, è la totale mancanza di decenza e di morale della politica. Un politico dovrebbe agire in base alla realtà dei fatti, risolvendo i problemi del paese e del popolo italiano. Invece i nostri politici agiscono solo in base all’opportunità, a ciò che può portar loro vantaggi elettorali e poltrone, fregandosene allegramente della realtà. Intanto il paese va a rotoli, la violenza e l’odio aumentano e le minoranze (e non solo) ne pagano le conseguenze. Un comportamento che non può stupire nella feccia fascista, che da sempre se la prende con i deboli, tutelando i forti e da sempre diffonde falsità e odio.

E nel momento in cui chi dovrebbe sostenere e difendere la verità si presta invece alle polemiche punendo le vittime invece che i carnefici (come sta facendo il governo) non possiamo che temere per il futuro del paese. La progressiva fascistizzazione della nostra politica e dei media non è un mistero.

Una situazione simile dovrebbe indurci a una riflessione profonda sul nostro sistema sociale e istituzionale che, palesemente, non funziona. Non è questa la sede per farla, ma è sicuramente la sede opportuna per invitare tutti a farla.

Riusciremo nell’impresa o continueremo su questa strada?

Enrico Proserpio

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