L’Hippeastrum o falso Amaryllis

Cultivar di Hippeastrum multicolore.

L’Hippeastrum è una pianta bulbosa proveniente dal Sud America (Brasile, Bolivia, Perù, Argentina) usata spesso come pianta d’appartamento. In commercio si trovano soprattutto gli ibridi (per lo più derivanti da Hippeastrum vittatum) chiamati comunemente, ed erroneamente, Amaryllis. L’Amaryllis infatti è un’altra bulbosa, simile e appartenente alla stessa famiglia (le Amaryllidaceae) a cui appartiene anche il genere Narcissus di cui abbiamo parlato in un precedente articolo.

Il bulbo dell’Hippeastrum è di dimensioni abbastanza grandi (dieci centimetri circa di diametro) e ha radici carnose che permangono sul bulbo anche durante la dormienza. È quindi un errore tagliare le radici al bulbo perché la pianta ne soffrirebbe parecchio. Al massimo, al momento della piantumazione, potete pulirlo da eventuali radici secche. Fatelo a mano, tirandole delicatamente: se si staccano, bene, altrimenti lasciatele. Si decomporranno nel terreno.

Dal collo del bulbo spuntano poche foglie nastriformi e uno o due steli fiorali alti trenta-cinquanta centimetri che portano da due a sei fiori per stelo. Solitamente le varietà ibride che si trovano in commercio portano quattro fiori per stelo.

Il fiore è a tromba, di grandi dimensioni, formato da sei tepali di colore rosso, rosa, bianco o, raramente, giallo. Molte varietà sono multicolore, variegate o striate. Esistono inoltre cultivar a fiore doppio.

La coltivazione in piena terra è possibile, soprattutto nelle zone mediterranee dal clima più mite. Potete però provare a coltivarlo anche nei giardini

Cultivar di Hippeastrum a fiore doppio.

dell’Italia settentrionale. Vivo sul lago di Como e ne ho uno in vaso, sul balcone, da diversi anni.

I bulbi si trovano in commercio soprattutto durante l’inverno. Attendete la primavera per piantarlo in piena terra. Potete conservarlo in un luogo fresco e buio oppure coltivarlo in casa per l’inverno e piantarlo in giardino appena le gelate siano concluse (fine marzo o inizio aprile).

Il bulbo va piantato a una profondità di una ventina di centimetri nelle zone a clima mite e di venticinque-trenta nelle zone più fredde. All’esterno la pianta andrà in dormienza durante l’inverno per vegetare e fiorire in primavera.

Più frequentemente l’Hippeastrum viene coltivato in casa per avere delle fioriture invernali.

Spesso si trova in commercio un kit già pronto con bulbo, vaso e terriccio. Se invece comprate il solo bulbo, ricordate che va piantato in un vaso non troppo grande (basterà un contenitore di tre-quattro centimetri più largo del bulbo). Come substrato usate pure un terriccio universale a base organica, di quelli che si trovano facilmente nei negozi di giardinaggio, nei vivai o nei supermercati. Il bulbo dovrà essere interrato nel vaso per metà o poco più della sua altezza.

Una volta invasato lo dovrete annaffiare bagnando per bene il terriccio ogni volta che lo troverete asciutto. Evitate comunque i ristagni.

Hippeastrum “Calgary”.

Continuate a innaffiarlo finché i fiori saranno appassiti e le foglie cominceranno a ingiallire e apparire sofferenti. A quel punto potete smettere di annaffiare la pianta, tagliare la vegetazione e riporre il vaso in un luogo fresco e buio fino all’inverno successivo. Oppure potete piantare il bulbo in giardino.

La riproduzione dell’Hippeastrum avviene tramite la separazione dei bulbilli dalla pianta madre. Si può stimolarne la produzione incidendo il disco alla base del bulbo, tagliandolo lungo tutto il diametro. Ogni porzione del disco diverrà col tempo un nuovo bulbo.

Anche per questo genere di piante, la riproduzione da seme non è indicata. È inoltre difficile che l’Hippeastrum produca semi, soprattutto in casa, a causa della mancata impollinazione. Se però voleste sperimentare la semina, potete impollinare i fiori ponendo il polline sulla punta del pistillo. Ricordate, in tal caso, di non togliere i fiori appassiti. La base del fiore infatti si gonfierà divenendo una capsula verde contente i semi neri e tondeggianti. I tepali, ormai inutili, seccheranno e cadranno da soli. Una volta nate, le piantine impiegheranno da tre a cinque anni per fiorire.

È consigliabile concimare la pianta durante il periodo vegetativo con un comune concime liquido NPK per piante da fiore. A differenza di altre bulbose, l’Hippeastrum può essere coltivato in vaso per più anni. Per avere però sempre buone fioriture è necessario nutrirlo.

Buon lavoro!

Enrico Proserpio

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