L’Aloe arborescens e la sua coltivazione

L’Aloe arborescens della vicina.

Sul balcone della vicina in questo periodo fa bella mostra di sé un esemplare fiorito di Aloe arborescens. Ho pensato quindi fosse il caso di parlare di questa pianta.

Aloe arborescens è una pianta succulenta appartenente alla famiglia delle Aloaceae. Alta fino a quattro metri, è molto ramificata e forma ampi cespugli.

Le foglie, di colore verde azzurrognolo, sono lunghe fino a cinquanta centimetri, hanno margine aculeato e sono spesse e dalla consistenza “gommosa”. L’interno della foglia ha la consistenza di un gel acquoso, gel che viene usato anche per le sue qualità curative.

I fiori, raccolti a grappolo, sono di colore rosso e sono portati da un lungo stelo. Questa specie è autosterile: non può auto-impollinarsi. Per la produzione di semi è dunque necessaria la presenza di due esemplari che possano impollinarsi a vicenda.

Aloe arborescens è originaria di zone calde e secche, ma può essere coltivata anche da noi. La coltivazione in piena terra ha solitamente successo, a condizione che si evitino i terreni troppo umidi o con ristagno d’acqua. In inverno, soprattutto al nord, sarà buona norma coprire la pianta con del tessuto non tessuto e il terreno con una pacciamatura per proteggere l’esemplare dalle gelate. Il freddo e il ristagno d’acqua sono i due peggiori nemici dell’Aloe.

Per chi non avesse un giardino, l’Aloe arborescens è coltivabile anche in vaso. Usate una miscela di torba (o terriccio) e sabbia di fiume o

Il fiore di Aloe arborescens.

sabbia vagliata da muratore (la trovate nei negozi di materiali per l’edilizia) in parti uguali. La sabbia garantirà un buon drenaggio. È importante, inoltre, evitare che l’acqua ristagni nel sottovaso.

Il vaso deve essere sufficiente a contenere le radici della pianta, ma non deve essere eccessivamente grande. In un vaso troppo grande il terriccio impiegherebbe troppo ad asciugare e potrebbe generare marciumi. Rinvasate il vostro esemplare in vasi via via più grossi man mano che la pianta cresce.

Sia in piena terra che in vaso è opportuno concimare i nostri esemplari. Usate un buon concime organico (stallatico o letame) per le piante in piena terra. Per i vasi sarà sufficiente un concime liquido per piante verdi.

La riproduzione dell’Aloe può essere fatta tramite talea, tagliando la cima di un ramo e mettendola a radicare in piena terra o in vaso. Se si mettono le talee in vaso è meglio aumentare la percentuale di sabbia del terriccio: le talee sono particolarmente delicate e attaccabili da marciumi. Buona norma è far seccare il taglio alla base della talea prima di piantarla.

In alternativa si può praticare la divisione dei polloni basali, che avendo già qualche radice propria garantiranno un più facile risultato rispetto alla talea.

Una foglia di Aloe sezionata. Si nota il gel interno.

Anche la propaggine, attuata interrando parzialmente un ramo per farlo radicare, è un metodo valido.

Infine, è possibile anche la riproduzione da seme, anche se non è la via consigliata. Si semina in un vaso largo e basso, con terriccio sabbioso, in primavera. È meglio bagnare bene il terriccio del semenzaio prima di seminare. Una volta seminato poi sarà sufficiente una leggera annaffiatura fatta con un vaporizzatore, in modo da non spostare i semi con la pressione dell’acqua. L’eccessiva umidità potrebbe uccidere le piantine. Bagnate quindi solo se strettamente necessario, solo, cioè, se il terriccio sarà completamente asciutto. Qualcuno consiglia di coprire il semenzaio con un vetro o con un foglio di plastica trasparente in modo da formare una sorta di piccola serra.

L’Aloe arborescens ha diversi usi officinali, al pari, e forse più, della più celebre Aloe barbadensis (meglio conosciuta come Aloe vera). Tali proprietà saranno oggetto di un prossimo articolo.

Per ora vi saluto e vi auguro buon lavoro!

Enrico Proserpio

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