Le proprietà medicinali dell’Aloe arborescens

Tavola botanica rappresentate foglie e fiori di A. arborescens.

Come promesso, eccovi l’articolo sulle proprietà medicinali di Aloe arborescens, specie della quale abbiamo trattato la coltivazione nei giorni scorsi.

Aloe arborescens è una pianta officinale dalle molteplici proprietà. Usata fin dall’antichità, è l’Aloe con la più alta concentrazione di principi attivi. Ciò nonostante a lei si preferisce, a livello industriale, l’Aloe barbadensis, meglio conosciuta come Aloe vera, perché più facile da trattare. Vediamo alcune delle sue proprietà.

Se applicato su ferite e tagli, il gel dell’Aloe si rivela efficace come antiinfiammatorio e cicatrizzante. In commercio si trova il gel più o meno puro. Se però avete un esemplare in giardino, usate pure il gel fresco. E gli usi esterni non finiscono qui. L’Aloe ha un effetto protettivo ed epitelizzante: aiuta, cioè, la rigenerazione delle cellule della pelle. Inoltre ha un effetto antisettico e antimicotico e aiuta nella cura di diverse patologie fungine (tra cui la fastidiosa Candida) e batteriche.

L’effetto antisettico si esplica anche nell’uso interno. Aloe arborescens risulta efficace nella cura dei problemi intestinali provocati da Escherichia coli. Oltre a ciò, si riscontrano anche un’azione antivirale (che influisce su virus come l’Herpes Simplex, il virus del morbillo e l’HIV-1), antiossidante, gastroprotettivo, gastrointestinale e lassativa.

Ciò che, però, ha fatto parlare parecchio di questa pianta negli ultimi anni è la sua azione antitumorale. I principi attivi dell’Aloe arborescens agiscono sui tumori in più modi:

  • bloccano la proliferazione delle cellule tumorali rallentando la crescita del tumore e le metastasi;
  • induce al “suicidio” (apoptosi) le cellule tumorali;
  • stimola le difese immunitarie dell’organismo.

Ovviamente non si deve pensare che sia la soluzione al cancro o ai tumori. Non basta prendere l’Aloe per guarire dal tumore, ma questa può

Un cucchiaio del preparato di Padre Zago.

essere un valido aiuto in appoggio alla chemioterapia o alle altre terapie.

Per tale uso un religioso francescano sudamericano, Padre Romano Zago, ideò un preparato che ottimizza le proprietà dell’Aloe e ne rende facile l’assunzione. Il prodotto è un frullato di foglie d’Aloe, miele e grappa. Il miele rende migliore il sapore e aggiunge le sue qualità a quelle dell’Aloe. L’alcool contenuto nella grappa, invece, oltre a aumentare la longevità del prodotto aiuta l’assorbimento e la circolazione dei principi attivi grazie al suo effetto vasodilatatore. Padre Zago indica queste quantità per la preparazione:

  • 350 grammi di foglie di Aloe;
  • 500 grammi di miele;
  • 40 – 50 millilitri (una tazzina da caffè) di grappa o altro distillato.

Si usano foglie di piante mature, di almeno cinque anni di età, scegliendo foglie che non siano in cima al ramo (quelle in cima sono troppo giovani), ma nemmeno troppo vecchie e ingiallite. Una volta colte le si deve usare subito. Si eliminano la punta della foglia e le spine sul margine e si frulla tutto il resto. Non lavate le foglie, ma pulitele solamente con uno straccio umido.

Una volta frullato il tutto, conservate il prodotto in frigo. State attenti anche che non prenda luce. La luce, infatti, degrada i principi attivi. Se ne assumono due – tre cucchiai da minestra al giorno.

Monsignor Corino tra le sue piante di Aloe.

Se non avete una pianta di Aloe sufficientemente grande e matura per fornirvi le foglie necessarie potete comprare il prodotto già fatto. In Italia il preparato di Padre Zago è commercializzato da un’azienda ligure che lo produce con le piante di Aloe coltivate dal proprietario, Monsignor Armando Teodoro Corino, nel suo terreno di Borghetto Santo Spirito. Religioso anch’egli, è Metropolita della Diocesi d’Italia Subalpina della Metropolia Ortodossa d’Europa. Monsignor Corino prepara il prodotto su ordinazione e lo spedisce in tutta Italia. Sull’Aloe e il suo utilizzo ha anche scritto un libro, dal titolo “Un campo di Aloe” ordinabile sul sito dell’azienda.

Concludo con le controindicazioni. L’Aloe stimola l’intestino e può dar fastidio a chi soffre di colon irritabile o di altri problemi intestinali simili. Inoltre è sconsigliata a chi fa uso di insulina per il diabete. L’Aloe incide sulla glicemia abbassandola e tale effetto va quindi calcolato per calibrare le dosi di insulina. Per evitare errori è comunque meglio non prendere l’Aloe se si usa l’insulina.

A presto.

Enrico Proserpio

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