Le rose antiche

Per “rose antiche” si intendono tutte quelle varietà selezionate prima del XX secolo. Sono rose molto belle, ma poco conosciute e poco apprezzate a

Aimée Vibert, una Noisette

causa del loro unico “difetto”: non sono rifiorenti, danno, cioè, una sola fioritura all’anno. Esistono delle eccezioni a questa regola, ma si tratta di una minoranza di varietà. Nonostante ciò, consiglio a tutti di coltivarle per la loro grande bellezza ed eleganza. Dopo la fioritura, nelle cultivar non rifiorenti, basterà non eliminare i fiori appassiti per avere frutti colorati (gialli, arancioni, rossi) che daranno una nota vivace al giardino da fine estate fino a inverno inoltrato.

fiori delle rose antiche sono molto variabili in forma, dimensioni e quantità di petali. Si va dai fiori semplici a cinque petali fino ai fiori stradoppi che ne hanno più di cento.

Per quanto riguarda la forma, i petali, con la loro disposizione, formano disegni di grande eleganza. Tra le forme più diffuse troviamo i fiori a pon pon, quelli a rosetta, a rosetta doppia o quadrupla, a coppa. Nelle varietà più recenti compare anche il fiore di tipo “Tea”, tipico delle rose moderne.

Il bocciolo solitamente ha una forma sferica, banale. Il fiore dà il meglio di sé quando è pienamente aperto. Nei fiori di tipo “Tea” è invece il bocciolo ad essere apprezzabile, soprattutto quando è semiaperto. Quando il fiore si apre completamente l’aspetto è disordinato.

Molte delle varietà antiche sono profumate. Proprio da una di queste rose, la Rosa “Kazanlik”, viene distillata la celeberrima essenza di rosa dall’aroma intenso e dolce.

Le molte varietà antiche sono state catalogate in diversi gruppi, a seconda della loro origine e delle loro caratteristiche.

Kazanlik, una damascena coltivata per il profumo.

Le Rose Alba sono originarie probabilmente dell’Inghilterra. Si caratterizzano per il colore verde-grigiastro delle foglie. I fiori sono bianchi o rosa pallido e si intonano molto bene con il colore del fogliame. Sono varietà molto rustiche, adatte a qualunque terreno e posizione, da quelli aridi a quelli troppo umidi, dal pieno sole all’ombra. Possono essere usate anche per fare delle siepi informali che donano al paesaggio un aspetto da “campagna inglese” molto romantico.

Le Rose Ayrshire o arvensis hanno portamento solitamente prostrato, e possono essere usate anche come “rampicanti” legandole a un sostegno opportuno. Hanno fiori bianchi, con stami gialli molto evidenti al centro del fiore. Grazie al loro portamento sono spesso usate per coprire piccole scarpate e pendii. Sono state molto usate per selezionare nuove varietà. Oggi ne rimangono poche cultivar.

Le Rose Banksian o banksiae sono rose di grande sviluppo, sarmentose, e necessitano di un supporto come una spalliera o una pergola su cui crescere. I fiori sono piccoli e raccolti a mazzetti. Ne esistono solo poche varietà, a fiore stradoppio o a fiore semplice. I fiori sono bianchi o gialli, anche se pare sia stata ritrovata una varietà a fiore rosa (Rosa banksiae “Rosea”). La varietà più diffusa è la Rosa banksiae “lutea”, a fiore giallo stradoppio. Queste rose hanno due particolarità. La prima è la fioritura precoce, ad aprile, e la

Rosa banksiae lutea.

seconda è la totale mancanza di spine.

Le Rose Bourbon derivano dall’incrocio della Rosa chinensis “Parson’s Pink China” con Rosa damascena. Le rose di questo gruppo hanno quindi il profumo della damascena e la rifiorenza della chinensis. Sono tra le poche rose antiche rifiorenti. Il nome di questo gruppo di rose deriva da quello dell’isola di

Bourbon, nell’Oceano Indiano, dove queste rose nacquero. A quei tempi (prima metà del XIX secolo) c’era l’usanza di fare siepi di rose composte da due varietà, in modo da creare una certa variabilità di colore. Sull’isola c’erano solo rose chinensis e damascena. L’ibridazione avvenne spontaneamente. Con le Bourbon la rosa chinensis entra tra quelle utilizzate per la creazione di nuove varietà aprendo la via verso la nascita delle rose moderne. Il famoso botanico Graham Stuart Thomas, che visse proprio nel XIX secolo, fu contrario alle rose Bourbon. Secondo lui, l’uso della Rosa chinensis avrebbe decretato la fine delle rose antiche. Visto cosa è successo poi, non possiamo dargli torto.

Baron Girod de l’Ain, un ibrido perpetuo.

Le Rose Boursault derivano dall’incrocio di Rosa pendulina per Rosa chinensis. Hanno rami lunghi e flessibili, quasi privi di spine, fiori raccolti in gruppi, di color porpora. Le foglie sono seghettate solo nella prima parte. Anche queste rose sono state selezionate nei primi anni del XIX secolo. Il nome deriva da quello di Monsieur Boursault, un appassionato di rose parigino che si dilettava nell’arte dell’ibridazione.

Le Rose Burnet o spinosissima comprendono piante dal portamento differente, tra cui alcune varietà nane. In questo gruppo rientrano la Rosa pimpinellifolia e la Rosa spinosissima, dai fiori bianchi o rosati. Furono create in Scozia da Robert Brown, un vivaista che piantò, nel 1793, alcuni esemplari di rosa, prelevati in natura, nel suo vivaio. Uno di questi produsse dei fiori “mostruosi” con molti petali rossi. Da quell’esemplare derivarono le varietà a fiore doppio di questo gruppo.

Le Rose cabbage o centifolia derivano il loro nome dalla forma del fiore, i petali del quale, sovrapponendosi l’un l’altro, lo rendono simile a un cavolo (cabbage in inglese). L’origine di queste rose non è certa a causa dell’antichità delle stesse. Secondo alcuni botanici sarebbero discendenti della Rosa canina, mentre secondo altri della Rosa gallica. Secondo altri ancora, deriverebbero dall’incrocio di Rosa alba per Rosa damascena. Hanno foglie verdi bordate di rosso, fiori a coppa, penduli, raccolti in gruppi o singoli a seconda della varietà. I fiori sono sui toni del rosa. La pianta ha portamento cespuglioso e può raggiungere l’altezza di due metri.

Le Rose China o chinensis derivano dall’ibridazione di Rosa chinensis. Hanno fiori a coppa, raccolti in grappoli stretti. Hanno colori spesso forti che aumentano di intensità col passare dei giorni.

Le Rose Damask o damascena sono rose di dimensione piuttosto grande, con rami ricurvi e foglie pendenti verso il basso. Non si sa quale sia la loro origine visto che non sono mai state trovate in natura. Il nome deriva dalla loro grande diffusione, in passato, nei giardini di Damasco.

Le Rose Dog o canina derivano dalla Rosa canina, una delle specie più diffuse in Europa allo stato selvatico. Le piante di questo gruppo hanno un portamento cespuglioso e dimensioni piuttosto elevate (quasi due metri). I fiori sono semplici o doppi a coppa, nei toni del rosa. Esiste una forma nana scoperta in Germania, la Rosa canina “exilis”, che ha tutti gli organi ridotti in scala. Se viene coltivata però cresce come le normali varietà, ma conserva le dimensioni ridotte dei fiori e delle foglie.

Le Rose Evergreen o sempervirens hanno la particolarità di avere le foglie sempreverdi. Grazie a questa caratteristica sono particolarmente adatte alle siepi o a coprire muri. Anche i fiori, semplici o doppi e raccolti in grappoli, sono molto decorativi.

Le Rose Gallica hanno portamento compatto e foglie vere scuro. I fiori nelle varietà spontanee sono rosso scuro, ma ne esistono anche di altre

Anna Vena, una Polyantha.

tonalità e perfino variegate.

Le Rose Microphylla sono piante dal portamento nano, con i rami ricoperti di fitte spine. Le foglie sono piccole ed erette e i fiori semplici, aperti e di colore rosa.

Le Rose Miniatura sono rose di piccole dimensioni, spesso dagli organi miniaturizzati, derivanti da mutazioni di rose degli altri gruppi. Sono rose delicate e di non facile coltivazione.

Le Rose Moss o centifolia muscosa derivano probabilmente dalle Cabbage. Hanno i nuovi germogli e i boccioli ricoperti da fitti peli simili a muschio, da cui deriva il loro nome.

Le Rose Musk o moschata sono grosse piante, adatte a essere coltivate come rampicanti. Hanno molte spine ricurve, che aiutano la pianta ad agganciarsi a supporti come gli alberi. Hanno fiori color avorio e foglie verde-grigiastro che danno loro un aspetto elegante.

Le Rose Noisette derivano dall’incrocio tra la Rosa moschata e la Rosa chinensis. Sono rampicanti con foglie verde-grigiastro, fiori cremisi molto profumati, raccolti in grappoli di anche dieci fiori. Dalla chinensis hanno preso la rifiorenza.

Le Rose Persian sono rose provenienti dalla Persia (da cui il nome). Il gruppo raccoglie le varietà di tre diverse specie: Rosa hemispherica, Rosa foetida, Rosa harrisonii. Sono rose anche di grande dimensione, utilizzabili come rampicanti e per fare cascate di fiori. Le foglie sono di un bel verde brillante e i fiori possono essere semplici o doppi e sono di colore giallo.

Le Rose Polyantha o multiflora hanno foglie verde scuro e fiori semplici o doppi bianchi o rosa. Sono rose di non grande vigore.

Le Rose Prairie o setigera sono piante rare derivanti da una varietà rampicante americana dalle foglie simili a quelle del rovo. I fiori, non profumati, compaiono in luglio. Queste piante, non particolarmente apprezzate, sono in via di estinzione.

Le Rose Sweet Briar o rubiginosa possono raggiungere i due-tre metri di altezza. Hanno foglie verde brillante e fiori nelle tinte del rosa.

Oltre a questi gruppi ce ne sono altri tre che molti studiosi inseriscono già nelle moderne, ma che costituiscono più che altro un anello di congiunzione tra le antiche e, appunto, le moderne.

Le Rose Portland hanno grande rifiorenza e hanno la Rosa chinensis tra i loro avi. Hanno fiori dalla forma antica, doppi o stradoppi, dai colori dal rosa pallido al lilla. Il nome deriva da quello della Duchessa di Portland, appassionata coltivatrice di queste rose. Il portamento è cespuglioso.

Le Rose Tea derivano da incroci tra le Bourbon, le Noisette e le China. Sono grandi cespugli dai fiori stradoppi nelle varie tonalità pastello del rosa e del giallo. Sono tra le più importanti antenate delle rose moderne da giardino e da taglio. In origine queste rose erano comprese nelle China.

Infine, gli Ibridi Perpetui derivano dall’incrocio di rose Bourbon, Noisette, Portland, China e Tea. I fiori, doppi o stradoppi, sono nelle varie tonalità del rosso anche se ci sono varietà rosa o bianche. Il nome deriva dalla loro buona rifiorenza.

Mi sono dilungato fin troppo, ma la varietà delle rose antiche merita un articolo del genere. Nel prossimo articolo dunque vedremo le rose moderne e i loro gruppi.

La catalogazione delle rose antiche, e gran parte delle informazioni a riguardo, sono tratte dal libro “Rose antiche” di Anna Maria Bosi, edito da Edagricole.

Enrico Proserpio

 

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