Il gladiolo

Gladiolus “Mon Amour”.

Il genere Gladiolus comprende circa trecento specie provenienti dall’Eurasia e dall’Africa. In commercio si trovano gli ibridi, di più grandi dimensioni e dai colori vivaci.

Il gladiolo non ha un vero e proprio bulbo ma un bulbo-tubero o cormo, del diametro di qualche centimetro e dalla forma appiattita. Il cormo è ricoperto da uno strato secco dalla consistenza fibrosa che non va eliminato al momento della piantumazione.

La pianta si erge verticalmente e raggiunge un’altezza variabile da quarantacinque a centocinquanta centimetri, a seconda della cultivar. Le foglie hanno un portamento quasi verticale, forma allungata e appuntita e consistenza coriacea. Il nome “gladiolo” deriva dalla forma delle foglie che assomigliano a delle lame (dal latino “gladiolus”: piccola spada).

I fiori sono portati su uno stelo fiorale forte, eretto, che dà all’infiorescenza una forma a spiga. La fioritura non è simultanea, ma comincia dai fiori più bassi per terminare con quelli in cima. Ogni fiore è formato da sei tepali diversi tra loro. Quello centrale superiore è il più alto e sta in posizione verticale. Nella parte inferiore invece si trovano tre tepali che guardano verso il basso. Questi sono leggermente reclinati. Infine ci sono due tepali laterali. Potete trovare gladioli di tutti i colori, dai toni sgargianti del giallo e del rosso a quelli pastello del rosa e del bianco, dai monocromatici ai policromi.

Gladiolus “Dynamite”.

La fioritura avviene nella tarda primavera.

La coltivazione del gladiolo può avvenire sia in terra che in vaso. Il terreno ideale deve essere leggero, sciolto e fresco, senza ristagni.

I cormi si piantano a una profondità di cinque-otto centimetri. Poiché il gladiolo teme il freddo, è bene interrare i cormi a marzo-aprile e non in autunno.

Le annaffiature dovranno essere regolari, soprattutto se la stagione è secca, ma non eccessive. La troppa umidità, infatti, può generare marciume.

Quando i fiori saranno tutti appassiti, si eliminerà lo stelo fiorale. Le foglie, però, vanno lasciate, per permettere alla pianta di ricostituire le riserve del cormo. In autunno, quando anche le foglie saranno seccate, si toglierà il cormo dal terreno, lo si farà asciugare e lo si riporrà poi in un luogo fresco e buio, magari avvolto in paglia o coperto con della sabbia vagliata.

Gladiolus “Priscilla”.

I gladioli sono coltivati anche, e forse soprattutto, per il mercato del fiore reciso. Se voleste coltivarli nel vostro giardino per adornare la casa, dovrete avere l’accortezza di cogliere lo stelo fiorale appena si apre il primo fiore. Gli altri si apriranno in seguito nel vaso di casa.

Anche le distanze tra le piante variano a seconda dello scopo della coltivazione. Se desiderate lasciarli sulla pianta per colorare il giardino, lasciare dieci-quindici centimetri tra una pianta e l’altra. Se invece li coltivate per il fiore reciso, è meglio lasciare trenta o quaranta centimetri di distanza affinché ogni singola pianta possa formare al meglio i propri fiori.

In entrambi i casi, per le varietà più alte sarà opportuno mettere un tutore per tenerle erette.

È possibile anche la coltivazione in vaso. Si pianterà il cormo in un vaso largo e basso, con del terriccio universale organico. Può essere utile predisporre uno strato di drenaggio sul fondo fatto di sassolini o ghiaia.

La riproduzione avviene tramite bulbilli. In autunno, quando si estrae il cormo dal terreno, si staccano i bulbilli che avranno la dimensione di un pisello. Li coltiverete come le piante adulte, piantandoli a una profondità di cinque-otto centimetri e innaffiando quando il tempo si fa secco e troppo caldo. Le nuove piantine impiegheranno due o tre anni per fiorire.

La riproduzione da seme dà risultati incerti. Le piante figlie infatti hanno spesso fiori difformi rispetto alla madre, diversi per colore e forma. Questo procedimento è quindi usato solo da chi desidera selezionare nuove varietà.

Enrico Proserpio

 

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