Le ortensie e la loro coltivazione

Hydrangea arborescens “Annabelle”.

Nel XVIII secolo il botanico ed esploratore francese Philibert Commerson importò dalla Cina un nuovo arbusto. Commerson aveva una relazione con la moglie del famoso astronomo Jérôme Lalande e così decise di dare alla pianta il nome della sua amata: Hortense.

Il genere Hydrangea (le ortensie) è composto da più di settanta specie di piante arbustive o rampicanti. In commercio se ne trovano diverse specie e varietà.

Hydrangea quercifolia è un arbusto alto fino a due metri, con foglie lobate simili a quelle delle querce (da cui il nome della specie), di colore verde brillante che in autunno vira al rosso scuro. Ha fiori bianchi, raccolti in infiorescenze allungate, a pannocchia, formate da fiori piccoli fertili e da fiori più grossi ed evidenti, sterili, che servono ad attirare gli insetti impollinatori. Questi ultimi tendono ad assumere sfumature porpora in autunno. Fiorisce tra luglio e settembre.

Hydrangea arborescens è un arbusto alto fino a tre metri anche se solitamente raggiunge dimensioni minori. Ha foglie ovate, dal margine seghettato, di un verde glaucescente, caduche. I fiori sono bianchi, raccolti in infiorescenze globose di grandi dimensioni e dalla lunga durata (fioriscono da metà giugno fino all’autunno). Invecchiando i fiori tendono al verde. La varietà più diffusa di questa specie è la Hydrangea arborescens “Annabelle”, dai fiori bianco candido. A differenza delle altre specie è originaria del Nord America e non dell’Oriente.

Hydrangea serrata è un piccolo arbusto che raggiunge un’altezza di un metro o un metro e mezzo. Ha foglie verdi brillante, ovate, caduche. Fiorisce

Hydrangea macrophylla “Everlasting Revolution”.

tra giugno e agosto con infiorescenze dalla forma appiattita, a ombrello, con fiori fertili, piccoli, all’interno e fiori sterili, grossi e evidenti, all’esterno. Il colore varia dal rosa all’azzurro passando per tutte le sfumature del viola e del lilla.

Hydrangea paniculata è un arbusto di grandi dimensioni e può raggiungere i cinque metri di altezza. Ha foglie verdi, ovate e fiori bianchi raccolti in infiorescenze allungate, a panicolo (forma a pannocchia) da cui deriva il nome. I fiori spuntano a partire da luglio e virano al rosa verso l’autunno.

Hydrangea macrophylla è sicuramente l’ortensia più diffusa nei giardini. Raggiunge l’altezza di un metro e mezzo o due metri, ha foglie ovate, verde chiaro, con margini seghettati. I fiori sono raccolti in infiorescenze piatte, simili a quelle della Hydrangea serrata, o globose a seconda della varietà. Con la H. serrata ha in comune anche il colore del fiore che varia dall’azzurro al rosa passando per le tonalità del lilla e del viola.

Hydrangea petiolaris.

Tra le ortensie rampicanti segnalo solamente Hydrangea anomala e in particolare la sua sottospecie “Petiolaris”. È una pianta rampicante, che può salire fino a due metri e mezzo di altezza, dotata di radici aeree simili a peli, atte a far aderire i fusti e i rami al supporto. Le foglie sono ovate, verde scuro, lucide e in autunno diventano di un bel giallo brillante. I fiori sono raccolti in infiorescenze dalla forma irregolare, con i fiori sterili che si ergono sopra quelli fertili dando all’infiorescenza un aspetto bombato. I fiori sono bianchi e spuntano in giugno-luglio.

Le ortensie sono di facile coltivazione, a condizione che si rispettino poche semplici regole. Necessitano una posizione non troppo soleggiata, in mezzombra o, per la Petiolaris in particolare, in ombra. Resistono poco alla siccità e hanno quindi bisogno di frequenti e abbondanti annaffiature, soprattutto nella bella stagione (in inverno potete non annaffiare).

Se volete ottenere buoni risultati sarà necessario aggiungere al terreno, al momento dell’impianto, una buona quantità di stallatico maturo o letame e tener poi concimate le piante in primavera, al momento del risveglio vegetativo, con fertilizzante organico o con del concime granulare complesso che dia tutti gli elementi necessari.

Le tecniche di potatura delle ortensie variano a seconda della specie.

Le Hydrangea serrata, macrophylla e quercifolia fioriscono sul ramo dell’anno precedente. Si potano in inverno (meglio alla fine di febbraio-

Hydrangea quercifolia.

inizio marzo). I fusti nati l’anno precedente, diritti e non ramificati, vengono lasciati intatti. Porteranno il fiore in cima. I fusti di due anni, non ramificati, ma che hanno il fiore secco dell’anno precedente in cima, devono essere ridotti di un terzo. Emetteranno rametti laterali che porteranno fiori in seguito. I fusti vecchi, già ramificati, devono essere eliminati del tutto.

Le Hydrangea arborescens e paniculata fioriscono sui rami dell’anno stesso. Potete quindi potare anche drasticamente senza paura, durante l’inverno. Anni fa lavoravo in una villa storica e nel giardino c’erano delle aiuole di Hydrangea arborescens “Annabelle”. In inverno tagliavo i fusti al piede e ogni stagione ottenevo una fioritura ricca e molto bella. La Hydrangea paniculata, essendo una specie di portamento alto e di grandi dimensioni, può anche non essere potata. Così facendo si otterranno molti più fiori di dimensioni più piccole. Potando, invece, i fiori saranno meno, ma più grossi. A voi la scelta.

Le ortensie rampicanti non necessitano di potature. Al massimo fate dei tagli di contenimento laddove i rami diano fastidio.

È possibile coltivare le ortensie anche in vaso. Usate un contenitore di dimensioni adeguate a quelle della pianta e un substrato composto di terriccio universale e stallatico o letame maturo in ragione di uno a uno.

La riproduzione delle Hydrangea si effettua facilmente per talea o propaggine, anche in piena terra.

Hydrangea serrata e Hydrangea macrophylla hanno una caratteristica piuttosto originale: il colore del fiore varia a seconda dell’acidità del terreno. In terreni acidi il fiore tende all’azzurro mentre in terreni calcarei sarà rosa. Nei gradi intermedi di acidità il fiore sarà nelle varie tonalità del viola e del lilla.

In commercio si trovano varietà di queste specie indicate come “a fiore rosa” o “a fiore azzurro”. Sono varietà più sensibili al calcare (nel caso di quelle rosa) o al ferro e all’acidità (quelle azzurre). In ogni caso tutte le varietà di queste ortensie non hanno un colore stabile.

Potete variare il colore delle ortensie modificando l’acidità (pH) del terreno. Basterà aggiungere del calcare (calce agricola, gusci d’uovo, cornunghia…) per portarle al rosa o solfato di ferro, torba, aghi di pino, per acidificare e portarle all’azzurro. In commercio ci sono prodotti appositamente pensati e venduti col nome di “arrossante per ortensie”, a base di solfato di calcio, e “azzurrante per ortensie”, a base di solfato di ferro.

I fiori di ortensia, e in particolare di Hydrangea macrophylla, sono ottimi come fiori secchi per ornare le case durante l’inverno. Per usarli a tal scopo è necessario lasciare i fiori sulla pianta fino all’autunno. Le brattee dei fiori sterili (non sono petali, ma foglie trasformate) invecchiando si inspessiscono e cambiano leggermente colore acquisendo sfumature verdastre. A quel punto i fiori possono essere colti e appesi in un luogo fresco e asciutto a seccare. È importante appendere i fiori “a testa in giù” per evitare che appassendo i fiori “abbassino la testa” divenendo brutti.

Concludendo, vi segnalo una curiosità: le foglie e i fiori di ortensia, se seccati e fumati insieme al tabacco, hanno effetti allucinogeni ed euforizzanti. Attenzione però! Gli effetti secondari possono essere molto gravi e provocare accelerazione del battito cardiaco, problemi respiratori e intestinali, perdita di coscienza e, in casi estremi, anche la morte.

Enrico Proserpio

 

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