La Nandina, una pianta antica

La Nandina domestica, unica specie del suo genere, è un arbusto dal portamento tondeggiante, con diversi fusti ramificati poco o per nulla.

Frutti di Nandina domestica “Alba”.

Raggiunge l’altezza di un metro e mezzo o due.

Le foglie sono composte, pennate, formate da foglioline ovate e appuntite. La Nandina ha foglie persistenti che durante l’inverno assumono una tinta

rossastra. In molte varietà le foglie sono bronzee o rosse anche quando sono appena spuntate.

Le foglie hanno un aspetto leggero, elegante, che conferisce alla Nandina un carattere decorativo molto raffinato.

fusti sono ricoperti di foglie solo nei due terzi superiori mentre la parte più bassa è spoglia. Ciò nonostante la pianta ha solitamente un aspetto pieno anche vicino alla base grazie ai nuovi fusti, ancora corti, che la pianta emette in abbondanza.

Foglie di Nandina domestica “Filamentosa”.

In primavera la Nandina produce fiori abbondanti, piccoli, bianchi, raccolti in grossi grappoli pendenti. Una volta appassiti i fiori vanno lasciati sulla pianta. In questo modo andranno a frutto producendo grappoli di bacche che a maturazione diventano di un bel rosso brillante. Le bacche stanno sulla pianta per gran parte dell’inverno dando un tocco di colore nei mesi più tristi e grigi. Bellissimo è l’effetto delle foglie e delle bacche con la neve o la brina. Il contrasto tra il bianco e le tinte rosse e bronzee della Nandina è molto efficace.

Esistono diverse varietà di Nandina, molto simili tra loro. Si differenziano solitamente per la tinta delle foglie più o meno tendente al rosso, al bronzo, all’aranciato, nel momento in cui spuntano e durante l’inverno. Ne citiamo solo alcune, che maggiormente si differenziano dalle altre.

La Nandina domestica “Alba”, ha foglie verdi e bacche di color crema invece che rosso. È molto adatta a chi ama le tinte pastello e i toni delicati.

La Nandina domestica “Atropurpurea Nana” e “Fire Power” sono due cultivar di piccola taglia (la seconda arriva al massimo a sessanta centimetri di altezza, la prima è ancor più piccola), hanno le foglie giovani rosso intenso o porpora e amano le zone più ombrose del giardino. Le foglie hanno un aspetto “bolloso” che dà a queste piante un carattere più barocco e meno raffinato rispetto alle varietà più grandi.

Infine, la Nandina domestica “San Gabriel” o “Filamentosa” ha foglie molto sottili che danno alla pianta un aspetto insolito ed esotico, simile

Fiori di Nandina domestica in boccio.

a quello del bambù. È una cultivar poco diffusa e difficile da reperire. Le foglie in inverno diventano color porpora intenso. Non produce frutti.

La Nandina è una pianta forte e di facile coltivazione. Si adatta a quasi tutti i terreni e sopporta molto bene il freddo. Ama le posizioni soleggiate, ma cresce bene anche in mezzombra.

Al momento dell’impianto (meglio in autunno) si deve fare una buca più larga della zolla e arricchire il terreno di sostanza organica come stallatico o letame. Innaffiate poi abbondantemente per assestare il terreno e farlo aderire alle radici. Se la stagione è secca e calda tenete il terreno umido finché la pianta non è attecchita. In seguito basterà la pioggia. Al massimo annaffiate in estate quando il clima si fa troppo secco.

La potatura consiste nello sfoltire la pianta eliminando i fusti più vecchi dalla base per permettere ai fusti giovani di crescere liberamente e di respirare. Eseguite lo sfoltimento nel tardo inverno appena prima dell’inizio della primavera (fine febbraio, inizio marzo) in modo da non perdere l’effetto decorativo dei frutti.

Nandina domestica “Fire power”.

La Nandina si presta anche alla coltivazione in vaso. Usate un vaso adatto alla dimensione massima della varietà. Usate come substrato una miscela di terriccio universale torboso (si trova nei centri per il giardinaggio o anche nei supermercati) e di stallatico maturo in ragione di uno a uno. Negli anni seguenti all’impianto ricordatevi di concimare la pianta con un concime NPK per piante verdi.

La riproduzione della Nandina può essere effettuata da talea, da seme o per divisione.

La talea si effettua prelevando una porzione di ramo (meglio la cima), con un taglio netto appena sotto un nodo (l’attaccatura delle foglie). Eliminate le foglie più basse lasciandone solo due otre alla sommità. Se queste sono troppo grosse riducetele della metà. Piantate le talee in un vaso largo e basso con un substrato formato da torba e sabbia vagliata in ragione di uno a uno. Le talee devono essere mantenute umide, ma senza ristagni e con la base calda. Potete anche spolverare la base delle talee con degli ormoni radicanti prima di interrarle.

La semina si effettua nel tardo inverno, appena le bacche non saranno più belle e potranno essere tolte senza avere un danno estetico al giardino. Prelevate le bacche ed estraetene i semi eliminando la polpa. Si seminano in un vaso largo e basso con lo stesso substrato che si usa per le talee. Il vaso va lasciato all’esterno. In primavera, coi primi caldi, spunteranno le nuove piantine.

La divisione si effettua staccando un giovane fusto dalla base della pianta, avendo cura di staccarlo con delle radici. Si avrà così subito una nuova pianticella che potrete piantare direttamente a dimora.

Enrico Proserpio

 

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