La piccola bottega degli orrori

La locandina del film.

Una terribile pianta carnivora, incrocio tra la pinguicula e la dionea, cresce dai semi piantati da un imbranato e maldestro garzone di bottega. Grazie a questa pianta particolare, che presto attira l’attenzione della gente, il proprietario del negozio gli dà un’altra possibilità e non lo licenzia. Ma la pianta ha un terribile segreto: si nutre di carne umana e ne vuole sempre di più. Il mostro cresce a dismisura e ogni sera, al tramonto, si apre e chiede a gran voce di essere nutrita. Influenzato dalla pianta, che ha anche poteri ipnotici, il giovane compie delitti e omicidi per dar da mangiare alla mostruosa creatura.

Questa è, in breve, la trama di “La piccola bottega degli orrori”, film in bianco e nero del 1960 che non può mancare nella cineteca di un appassionato di botanica e giardinaggio. Nonostante la trama, è un film molto divertente e assolutamente demenziale. Notevoli sono i personaggi che girano attorno al giovane Seymour Krelboyne (Jonathan Haze) che danno al film un sapore davvero unico. Per quanto marginali, tutti i personaggi sono unici e assurdi, a partire dalla cliente anziana che ogni giorno si reca dal fiorista per comprare fiori per un caro estinto (ogni volta uno nuovo) fino alla madre ipocondriaca e alcolista che cucina piatti a base di erbe medicinali e prodotti farmaceutici. Al centro della scena c’è però lei, Audrey Junior, la pianta antropofaga così chiamata in onore della giovane figlia del fiorista di cui Seymour è innamorato.

La storia inizia in modo tranquillo, con banali scene di vita del negozio dove però già compaiono le assurdità che si vedranno per tutto il tempo: la vecchia dai molti parenti morti, il cliente che mangia i garofani, la totale inadeguatezza del garzone…

Quando Seymour sbaglia a tagliare dei gladioli rendendoli inutilizzabili e il proprietario lo licenzia, inizia la catastrofe. Su suggerimento del

Un giovane Jack Nicholson nei panni del cliente del dentista.

mangiatore di garofani il negoziante dà una seconda possibilità al giovane perché egli possiede una pianta strana che potrebbe rivelarsi un’attrazione. Ma la pianta è sofferente e Seymour non ne capisce il motivo. Quella sera, mentre sposta un altro vaso per far spazio alla sua amata pianta, si taglia un dito ed essa comincia a dimenarsi. Il giovane allora la nutre con qualche goccia del suo sangue e Audrey Junior cresce velocemente. Ma con le dimensioni cresce la voracità. Una sera Seymour esce disperato a camminare perché la pianta chiede (parlando) il suo sangue, ma lui ha ormai le dita tutte piene di tagli e punture. Camminando arriva alla stazione dove tira un sasso colpendo per sbaglio un lavoratore che cade sulle rotaie e viene investito dal treno. Non trovando dove nascondere il corpo Seymour lo porta in bottega e lo dà alla pianta. È l’inizio di una serie di omicidi e sparizioni che faranno crescere sempre più il mostro.

Nel frattempo un’associazione di appassionati di giardinaggio decide di conferire un premio al giovane per la particolarità della sua pianta. Si decide il giorno in base alla previsione dell’apertura dei fiori che avverrà in presenza dei rappresentanti dell’associazione e di altre persone tra cui i due poliziotti che, nel frattempo, indagano sulle sparizioni. Sarà proprio la fioritura a rivelare gli omicidi e a inguaiare il giovane garzone. Come? Lascio a voi il piacere di scoprirlo!

Concludendo, vi segnalo la presenza di un giovane e irriconoscibile Jack Nicholson nei panni del cliente masochista del dentista.

Un film da non perdere.

Enrico Proserpio

 

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