On miracol, poesia di Carlo Porta

Un giovane debosciato muore in un momento “delicato” e subito si ritrova davanti al terribile Tribunale Celeste. Il suo destino sembra già segnato, quando la Madonna, ricordandosi che seppur peccatore era un suo devoto, intercede per lui presso Gesù Cristo.

Questo è il tema della poesia “On miracol” del nostro amato Carlo Porta. La storia prende spunto dal “Prato fiorito”, una raccolta di storie (vite di Santi, eventi miracolosi e altre cose simili) che venivano usate dalla chiesa per educare il popolo alla fede e alla morale. Spesso, però, l’intento vero era inculcare il rispetto per il potere politico ed economico della chiesa e l’obbedienza cieca alla stessa.

Il poeta sottolinea l’ipocrisia della chiesa, esemplificandola attraverso la metafora di un Tribunale Celeste lussuoso e ipocrita, che cede davanti alle “raccomandazioni”. La critica, quindi, va tutta alla chiesa terrena, corrotta e falsa, e al clero e non certo a Dio e alla religione. L’accenno finale al “negozio” dei preti che è provvisto anche “de bontaa e pietaa de Gesù Crist” è in tal senso molto chiaro.

Vi lascio dunque alla lettura del componimento. Potete trovare l’intero testo e la traduzione a questo link.

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