L’Echinacea: usi e coltivazione

Negli ultimi anni si è molto diffuso l’uso delle tisane di Echinacea. È facile ormai trovarne qualche bustina nei bar, tra quelle di tè o di altre tisane.

Fiori di Echinacea purpurea.

Meno diffuso è invece l’uso ornamentale di questa pianta.

Al genere Echinacea appartengono nove specie, originarie del Nord America e appartenenti alla famiglia delle Asteraceae. Sono tutte specie erbacee, perenni, con radici fascicolate e foglie lanceolate o ellittiche dal margine a volte liscio, a volte seghettato. Le foglie sono raccolte in una rosetta basale, ma sono presenti anche sul fusto che raggiunge un’altezza variabile dai cinquanta ai centocinquanta centimetri. Le infiorescenze sono composte da fiori sterili ligulati (che appaiono simili a petali) di colore dal bianco rosato al purpureo, disposti al margine dell’infiorescenza e, al centro, da fiori fertili, ermafroditi, di forma tubolare.

Durante l’inverno la parte aerea della pianta secca per rispuntare a primavera.

Tra le specie più diffuse troviamo Echinacea pallida dai sottili fiori sterili color rosa-viola e Echinacea purpurea dai fiori più evidenti e “pieni”, di colore purpureo.

Gli usi medicinali dell’Echinacea sono diversi. Ha proprietà antiinfluenzali, antiinfiammatorie e antimicotiche. Si usa nella cura delle malattie infettive, della candida, dell’herpes.

In commercio si trovano diversi prodotti che la contengono, tra cui tisane pronte da preparare. Per chi, però, preferisse il “fai da te”, dell’Echinacea si usano soprattutto le radici, che vanno raccolte a partire dal secondo anno d’età, in autunno. Nell’attesa, potete usare anche la parte aerea (il fiore in particolare) per la preparazione di infusi.

L’Echinacea è una pianta valida anche da un punto di vista ornamentale. I suoi fiori sono adatti per la composizione di aiuole o bordure. A questo scopo viene usata soprattutto E. purpurea, della quale esistono varietà con i fiori di varie sfumature e anche bianchi.

Fiori di Echinacea pallida.

La riproduzione avviene soprattutto da seme. Si semina in piena terra o in semenzaio, magari mischiando i semi a un po’ di sabbia vagliata per permettere una migliore diffusione degli stessi. I semi sono, infatti, piuttosto piccoli e difficili da maneggiare. “Diluendoli” con della sabbia si evita che i semi siano troppo vicini l’uno all’altro. La semina di Echinacea angustifolia può essere più problematica. Si rende allora utile, se non necessario, un passaggio dei semi in frigorifero per stimolare la germinazione. In alternativa potete seminare in autunno e lasciare poi il semenzaio esposto al freddo invernale. Nel semenzaio usate un terriccio a base di torba e sabbia vagliata (in proporzione uno a uno). Seminate a febbraio, in ambiente protetto (serra fredda) oppure poco dopo all’aperto. Le piantine dovrebbero cominciare a spuntare entro una-tre settimane. Una volta spuntate dovrete coltivarle nel semenzaio per un paio di mesi in attesa che siano abbastanza grandi per il trapianto. Nel frattempo concimatele con un concime liquido ogni due settimane (basteranno i classici concimi liquidi “universali” che si trovano in ogni supermercato). Visto che le piantine sono delicate, usate una quantità di concime più bassa (la metà) di quella indicata in etichetta.

In alternativa alla semina potete riprodurre le piante tramite divisione dei cespi. Basterà fare attenzione che ogni porzione abbia delle radici e delle gemme. Se usate l’Echinacea come erba medicinale potete approfittare della raccolta delle radici per praticare la divisione dei cespi e aumentare il numero dei vostri esemplari.

Una volta cresciute potrete trapiantarle a dimora. Se le coltivate in file ordinate per la produzione, si dovranno tenere le piante a distanza di venti o

Una cultivar di Echinacea a fiore bianco.

trenta centimetri sulla fila e si dovranno distanziare le file di cinquanta centimetri. Nelle aiuole si usa una disposizione meno ordinata e più “naturalistica” mantenendo comunque una distanza di venti o trenta centimetri tra i vari esemplari.

Potete concimare le echinacee con concimi organici (stallatico, letame, compost). Se invece usate concimi chimici, dovrete scegliere un concime composto, magari con microelementi, basandovi anche su cosa volete ottenere dalla pianta. I concimi con prevalenza di azoto (concimi per piante verdi, per prati…) aiutano particolarmente lo sviluppo della parte aerea. Se volete usarle a scopo ornamentale o produrre fiori, questi sono i concimi ideali. Se invece volete far crescere bene le radici dovrete prediligere un concime con prevalenza di fosforo e potassio.

Non è strettamente necessario irrigare le echinacee, se non nei primi mesi dopo il trapianto. Le piante sopportano bene il secco, ma se volete che fioriscano abbondantemente e crescano come si deve sarà utile bagnarle nei momenti di maggiore siccità. Evitate comunque i ristagni che farebbero marcire le radici.

Enrico Proserpio

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