I tulipani, fiori del sultano

Il celebre “Queen of night”.

Il tulipano (Tulipa spp.) è senza dubbio uno dei fiori più conosciuti e coltivati nei giardini. Di facile reperimento (i bulbi, in autunno, si trovano ovunque, anche nei supermercati), di semplice coltivazione e di basso costo, annunciano la primavera coi loro colori spesso sgargianti e perfino un po’ sfacciati. Eppure questo fiore non fa parte della nostra flora spontanea e, anzi, è giunto in Europa solo in epoca relativamente recente. I primi bulbi infatti giunsero in Olanda verso la fine del XVI secolo, spediti dalla Turchia da un botanico, il quale inviò qualche bulbo a un amico. Questi, essendo cuoco, pensò che i tulipani fossero ortaggi e ne cucinò alcuni bulbi addolcendoli e caramellandoli con lo zucchero. I rimanenti furono invece piantati nell’orto, al fine di riprodurli. Il risultato culinario non fu granché. In compenso, la primavera successiva, i bulbi fiorirono e il cuoco capì che non erano ortaggi, ma piante ornamentali.

In Turchia, paese da cui provengono la maggior parte di specie spontanee del genere Tulipa, questi fiori erano molto apprezzati e coltivati. Erano a tal punto famosi da essere uno dei simboli della regalità del sultano e i giardini reali ne erano colmi. Il giardinaggio del resto era uno dei passatempi preferiti alla corte ottomana e perfino parecchi sultani non disdegnarono di coltivare con le loro mani diverse piante. Non dobbiamo pensare però che questo li rendesse delle persone “sensibili”. Spesso si pensa che l’amore per i fiori e le piante sia retaggio delle persone buone e, appunto, sensibili. Non sempre però questo è vero.

Il sultano Mehmet II, detto il conquistatore (1432 – 1481), era appassionato di giardinaggio e aveva piantato una pianta di cocomero che curava con grande attenzione. La pianta stava producendo un bel frutto che il sultano ogni giorno controllava sognando il momento di coglierlo e mangiarlo. Un giorno però ebbe una brutta sorpresa: il frutto era sparito!

Mehmet II fece dunque convocare nella sala del trono, alla presenza dei dignitari di corte, i giardinieri che si occupavano di quella parte del giardino e chiese loro chi aveva mangiato il frutto. Nessuno di loro confessò il furto e allora il monarca, per verificare chi fosse il colpevole, prese la sua scimitarra e sventrò tutti i giardinieri lì, nella sala del trono, per verificare chi avesse il frutto nello stomaco.

I tulipani dunque giungono in Europa alla fine del XVI secolo e hanno presto avuto fortuna. Gli olandesi infatti, già famosi all’epoca come giardinieri e

Una cultivar a margine sfrangiato.

vivaisti, apprezzarono questi fiori e cominciarono subito a selezionarne nuove varietà. Particolarmente richiesti erano quelli dai petali striati come il celeberrimo “Semper augustus”, rosso con screziature bianche. Purtroppo oggi queste cultivar non esistono più. La screziatura non era dovuta ai geni dei fiori, ma a una malattia virale (mosaico, variegature, screziature sono i primi sintomi di questo tipo di malattie) e le piante erano quindi deboli. La varietà, riprodotta dai bulbilli, subiva quindi una sorta di “degenerazione” col passaggio del tempo fino a perdersi e divenire troppo debole. Questo problema non è ancora del tutto risolto.

Il successo delle varietà pregiate fu tale da far scoppiare una vera e propria mania di massa conosciuta come “febbre dei tulipani”. I bulbi infatti cominciarono a essere venduti in apposite aste dove i prezzi lievitarono sempre di più. Nel 1636 si raggiunsero prezzi da capogiro: si narra di tre bulbi venduti a un singolo compratore per dodicimila fiorini, il prezzo, cioè, di un palazzo in centro Amsterdam! Fu proprio la febbre dei tulipani a gettare le basi dell’attuale borsa. Basti pensare che i primi titoli furono proprio dei documenti che testimoniavano la presenza di un bulbo piantato in un certo giardino. In questo modo il bulbo poteva essere venduto anche durante la stagione vegetativa. Chi avesse posseduto il titolo al momento opportuno per l’espianto, avrebbe potuto presentarsi al detentore del bulbo stesso e ritirare l’esemplare.

Nel 1637 però i prezzi salirono troppo e il mercato crollò in poche ore. Fu la prima grande crisi finanziaria della storia d’Europa. La fama dei fiori però non diminuì.

Fin qui la storia. Passiamo alle caratteristiche e alla coltivazione dei tulipani.

Un tulipano parrot.

Il genere Tulipa include diverse specie e ibridi di piante dotate di bulbo tunicato, di media grandezza, a fioritura primaverile. Grazie al successo avuto, gli ibridatori si sono sbizzarriti e oggi si contano centinaia se non migliaia di varietà di tulipano. Si è dunque dovuto raggruppare le diverse cultivar in gruppi, a seconda delle caratteristiche delle cultivar stesse e, in particolare, della forma del fiore. Eccovi i diversi gruppi con le loro caratteristiche.

tulipani botanici, detti anche miscellanea per le diverse forme, comprendono tutte le specie selvatiche e spontanee di tulipano. Esistono una ventina di specie di Tulipa spontanee, alcune delle quali inselvatichite anche in Europa. Presentano forme e dimensioni diverse, dai dieci ai cinquanta centimetri, e si prestano alla coltivazione in terreni anche poveri come i giardini rocciosi e, nel caso delle specie più piccole, all’inselvatichimento. Sono comunque poco diffusi.

tulipani semplici precoci fioriscono da marzo a metà aprile, hanno un’altezza variabile tra i quindici e i quaranta centimetri (raramente quarantacinque) e un fiore a coppa della larghezza di circa sette centimetri, formato da sei tepali uguali. Derivano dall’incrocio di T. gesneriana e T. suaveolens. Hanno una vasta gamma di colori.

tulipani doppi precoci fioriscono nello stesso periodo dei precedenti, sono alti da trenta a quaranta centimetri e hanno uno stelo robusto che regge un fiore a coppa larga, formato da un doppio o triplo giro di tepali. Questa caratteristica rende i fiori di questo gruppo simili ai fiori di peonia. Hanno una fioritura prolungata che può durare anche quindici giorni se il clima è favorevole. Le cultivar di questo gruppo derivano da sports (mutazioni genetiche spontanee) della varietà “Murillo”, a fiore rosa, registrata nel 1860. le cultivar attuali hanno diversi colori che spaziano dal bianco, al giallo, al rosa, al rosso.

tulipani Triumph hanno un’altezza che va dai trentacinque e i cinquantacinque centimetri, fiore grosso, a coppa, semplice, con forma allungata o ovoidale quando è in boccio. Hanno grande varietà di colori e presentano sia cultivar monocromatiche che multicolore. Derivano dall’incrocio di tulipani semplici precoci con alcuni tulipani tardivi o Darwin. La fioritura è tra la metà e la fine della primavera.

tulipani ibridi di Darwin sono alti oltre sessanta centimetri e hanno fiori semplici, a coppa, molto grandi. Giungono fino a diciotto centimetri di larghezza. Derivano dall’ibridazione di tulipani Darwin con T. fosteriana e altre cultivar simili. La maggior parte delle cultivar di questo gruppo ha tinte

Una varietà a fiore doppio.

sui toni del giallo e del rosso.

tulipani semplici tardivi fioriscono tra fine aprile e maggio, hanno un’altezza variabile tra cinquanta e settanta centimetri e fiori a coppa o a calice, semplici. A questo gruppo appartengono anche le cultivar dei gruppi detti cottage e Darwin. La forma del fiore può variare e i tepali essere larghi e ovali o allungati e appuntiti.

tulipani fior di giglio hanno fiori dalla forma allungata, slanciata e dai tepali appuntiti. Sono molto eleganti e particolari. Le cultivar di questo gruppo non sono molte. È un gruppo recente, creato ibridando i Darwin con T. acuminata, una delle specie più amate dagli antichi ottomani. Hanno varie tinte e fioriscono tra aprile e maggio.

tulipani frangiati comprendono cultivar derivate per mutazione da altre di vari gruppi. Hanno diverse altezze, anche se generalmente tra i trenta e i cinquanta centimetri, diverse tinte e fioriture sia tardive che precoci. La caratteristica che li unisce è il bordo dei tepali frangiato, assai elegante. È un gruppo costituito solo nel 1981 e non comprende molte varietà, anche se il loro numero è in aumento grazie al lavoro degli ibridatori.

tulipani viridiflora hanno un’altezza tra i trenta e i cinquanta centimetri, con fiori ampi fino a otto centimetri. Sono conosciuti fin dal XVII secolo ma il gruppo è stato creato, come il precedente, solo nel 1981. Sono caratterizzati da un’evidente striatura verde sulla parte esterna dei tepali. Hanno fioritura tardiva e prolungata.

tulipani Rembrandt derivano da mutazioni spontanee di tulipani semplici tardivi o Triumph. Sono conosciuti fin dal 1600 e hanno fiori grandi e dall’aspetto spesso disordinato e molto appariscente, con i tepali che spesso si curvano e ripiegano in tutte le direzioni. Sono alti tra i quaranta e i sessanta centimetri e piuttosto fragili. Hanno tinte sgargianti che tendono al verde all’inizio della fioritura per divenire via via più vivide. Fioriscono, tranne rari casi, tardivamente. Di questo gruppo fanno parte i celebri “tulipani pappagallo” (parrots), particolarmente barocchi.

Il nome del gruppo deriva dall’omonimo pittore che nel XVII secolo dipinse moltissimi tulipani.

tulipani doppi tardivi hanno fiori larghi anche dodici centimetri, a coppa. Fioriscono a fine maggio e hanno steli robusti alti da quarantacinque a sessanta centimetri. La fioritura è prolungata, ma i fiori, pesanti, sono facilmente rovinabili dalla pioggia.

Una cultivar di Tulipa kaufmanniana.

tulipani Kaufmanniana fioriscono a inizio marzo e derivano da ibridazione o mutazione di T. kaufmanniana, una specie botanica originaria dell’Asia centrale. Sono cultivar molto piccole (quindici-venticinque centimetri) dallo stelo molto corto. Il fiore ha tepali delicati, sottili e allungati. Le foglie sono raccolte in una rosetta basale e presentano spesso macchie rossastre. Sono spesso conosciuti come tulipani con il fiore “a ninfea”. Sono validi per giardini rocciosi e per l’inselvatichimento in prati tagliati non molto spesso.

tulipani Fosteriana derivano da mutazioni e selezione di T. fosteriana e da ibridazione con T. kaufmanniana e T. greigii. Hanno fiori molto ampi, anche sedici centimetri, che fioriscono a fine marzo. Sono alti da venti a quaranta centimetri. Sono anche detti “tulipani Emperor”. Le foglie hanno spesso striature scure.

tulipani Greigii comprendono le varietà ottenute dall’incrocio di T. greigii, originario del Tagikistan, con cultivar come le Darwin. Sono alti tra i venti e i quaranta centimetri e hanno fiori a coppa larghi dieci centimetri circa. Fioriscono a fine marzo. Le foglie hanno macchie scure e il bordo ondulato che conferisce loro un aspetto piuttosto originale.

Con i Greigii abbiamo finito di descrivere i vari gruppi di tulipani. Questa catalogazione non è assoluta e diversi autori presentano catalogazioni con alcune varianti. In generale però la possiamo ritenere valida e piuttosto aggiornata.

Nel prossimo articolo vi parlerò di come coltivare e riprodurre questi bellissimi fiori, che sono sempre un prezioso elemento in tutti i giardini!

La catalogazione dei tulipani e buona parte delle nozioni sono tratte dal libroTulipani”, di Valentina Abello e Carola Lodari, edizioni Calderini.

Enrico Proserpio

 

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