Il Chaenomeles, un arbusto di sicuro effetto

Se vi piacciono gli arbusti da fiore, non potete ignorare il Chaenomeles spp., un arbusto dal portamento globoso molto decorativo.

Fiori di Chaenomeles speciosa “Kinshiden”.

Al genere Chaenomeles appartengono diverse specie di altezza variabile dagli ottanta centimetri ai due metri e mezzo circa.

L’arbusto ha portamento rotondeggiante, con diversi fusti ramificati, spinosi, che partono dalla base, di colore scuro e dall’aspetto rigido.

Le foglie sono lanceolate, lucide, di un bel verde brillante.

fiori sono larghi da tre a quattro centimetri e mezzo, di colore variabile a seconda della specie e della varietà, da rosa a bianco, da arancione a rosso e spuntano raccolti in piccoli gruppi ampiamente distribuiti sui rami.

Frutti di Chaenomeles spp.

frutti sono simili a piccole mele di colore giallo, commestibili, ma dal sapore aspro. Possono essere usate per preparare marmellate, conserve e gelatine. Spesso le si usa a tal scopo in aggiunta ad altra frutta per la loro alta percentuale di pectina. La produzione di frutti, nelle varietà da giardino, non è abbondante.

Tra le varie specie ne segnalo solo alcune, più rappresentative.

Chaenomeles cathayensis, dai fiori solitamente rosa o bianchi, si distingue per le foglie particolarmente lunghe (sette-quattordici centimetri) e per i frutti di grossa pezzatura, che possono raggiungere lunghezze tra i dieci e i quindici centimetri e larghezze tra i sei e i nove centimetri. La forma dei frutti di questa specie ricorda più una pera che una mela.

Chaenomeles japonica ha foglie lunghe tre-cinque centimetri e frutti simili a piccole mele del diametro di tre-quattro centimetri. Solitamente i fiori sono rossi, ma ne esistono cultivar rosa o bianche. È una specie molto diffusa nei giardini.

Chaenomeles speciosa ha foglie di quattro-sette centimetri, fiori bianchi o rossi e frutti simili a mele del diametro di cinque-sei centimetri.

Fiori di Chaenomeles japonica.

Oltre alle specie sono diffusi nei giardini vari ibridi dai fiori di varie sfumature e a volte doppi.

Le piante del genere Chaenomeles sono rustiche e sopportano bene sia il freddo che la siccità. Non hanno grandi esigenze riguardo il terreno, cosa che le rende adatte a qualunque giardino dei climi temperati.

La coltivazione è facile, anche grazie alla loro adattabilità.

Per la piantumazione scavate una fossa larga due-tre volte la zolla, in posizione soleggiata e arricchite il terreno con del terriccio organico (il comune terriccio universale andrà benissimo) e con dello stallatico. Potete mischiare le componenti secondo la seguente ricetta: quattro parti di terra di scavo (ottenuta cioè dallo scavo della fossa di impianto), due parti di terriccio universale (o torba) e una parte di stallatico. Dopo aver posizionato la pianta e riempito la fossa, comprimete leggermente il terreno e bagnate abbondantemente. Mantenete il terreno umido fino all’attecchimento della pianta. In seguito il Chaenomeles non richiede altre annaffiature, a meno che la stagione non si dimostri particolarmente calda e secca. Se però volete assicurarvi di avere una fioritura primaverile abbondante e ricca, allora sarà meglio annaffiare la pianta durante le calde giornate estive.

Fiori di Chaenomeles cathayensis.

Queste specie sono ideali come esemplari isolati, ma sono indicate anche da coltivare in gruppi di arbusti (spesso sono coltivate insieme alla Forsythia) per creare macchie di colore in primavera.

Sono usate anche come piante da siepe, a causa delle loro spine che offrono una buona protezione contro gli intrusi. In tal caso piantate una pianta ogni metro lungo il confine da coprire. In inverno l’aspetto della siepe è scarno e triste, ma durante la bella stagione è molto bello e decorativo.

Il Chaenomeles non necessita di particolari potature. Eliminate i rami troppo vecchi e quelli troppo interni. Non lasciate, inoltre, troppi fusti, per evitare che la pianta divenga troppo fitta. Mentre la pianta si sviluppa lasciate solo cinque-sette fusti, disposti a raggiera rispetto alla base, ed eliminate tutti quelli nuovi che spuntano. In seguito, quando la pianta sarà adulta, terrete la base pulita dai nuovi ricacci. Se però notate che uno dei fusti è divenuto troppo vecchio, o che è seriamente danneggiato, potrete eliminarlo sostituendolo con uno dei nuovi polloni che spuntano dalla base.

La cosa importante, comunque, è sfoltire la parte interna eliminando quei rami che rimangono coperti dagli altri. Questo permette all’aria di circolare nella chioma, prevenendo l’insorgere di malattie e garantendo la salute della pianta. Il periodo migliore per effettuare questa pulizia è subito dopo la fioritura.

La riproduzione del Chaenomeles avviene da seme o da propaggine.

Prelevate i semi dai frutti in autunno e seminateli in un vaso largo e basso usando come substrato della terra da giardino o, in sostituzione, del

Un bonsai di Chaenomeles spp.

terriccio universale. Lasciate il vaso all’esterno in modo che subisca i freddi invernali. Le piantine spunteranno in primavera e potranno essere messe a dimora in autunno.

La propaggine si effettua interrando una porzione di un ramo ancora attaccato alla pianta. Il nuovo esemplare si staccherà a radicazione avvenuta. Poiché il Chaenomeles non spicca per la grande capacità di produrre radici dai rami, può essere utile togliere un anello di corteccia dalla porzione di ramo che si interra. Questo procedimento stimola la produzione di un callo cicatriziale da cui si produrranno le nuove radici.

La talea non è consigliata. Potete comunque provare prelevando una porzione di ramo sottile e giovane, di tre-quattro nodi di lunghezza, e piantandola in un vaso con del terriccio universale mischiato a sabbia vagliata in ragione di uno a uno. La percentuale di attecchimento non è alta.

Concludendo, segnalo che anche il Chaenomeles (soprattutto il C. japonica e il C. speciosa) è usato per creare bonsai da fiore di grande effetto.

Enrico Proserpio

 

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