L’Amorphophallus titanum: bella e puzzolente

Il tubero di Amorphophallus titanum.

Oggi voglio parlare di una curiosa pianta proveniente dalla foresta di Sumatra. Si tratta dell’Amorphophallus titanum, una tuberosa che produce la più grande infiorescenza del mondo.

Appartenente alla famiglia delle Araceae, è imparentata con gli ari e le calle. Il tubero produce una pianta alta anche tre metri, costituita da un fusto che porta, in cima, alcune fronde fogliose.

Il fiore o, meglio, l’infiorescenza, ha una forma a calice e un aspetto vellutato. L’interno del calice è di colore violaceo, mentre l’esterno è verde. Al centro del fiore c’è uno spadice alto due o tre metri.

Il fiore dell’Amorphophallus titanum ha una caratteristica non molto piacevole: emana una forte puzza di putrefazione. Tale odore serve ad attirare i coleotteri della famiglia dei Silphidae, che fungono da impollinatori, permettendo la produzione dei semi.

La fioritura di questa pianta è un evento che attrae nei giardini botanici che la posseggono parecchi appassionati. La pianta infatti fiorisce raramente,

Un fiore di Amorphophallus titanum in natura.

soprattutto in coltivazione.

Se, nonostante la difficoltà della coltivazione e la puzza del fiore, voleste coltivare questa pianta, ecco come fare.

Servirà un vaso che abbia un diametro triplo rispetto a quello del tubero. Il terreno dovrà essere morbido e ricco. Preparatelo mischiando torba e stallatico maturo. Aggiungete magari un po’ di sabbia vagliata da muratore (la trovate nei negozi di materiali per l’edilizia) per permettere un miglior drenaggio.

In alternativa potete piantarla in giardino vangando e concimando per bene il terreno con concime organico.

La piantumazione avviene in primavera, appena si è sicuri che non geli più (inizio aprile per il nord Italia). Piantate il tubero e date una prima annaffiata per assestare il terreno. Dopo di che sospenderete ogni annaffiatura finché non spunti la foglia. Appena vedrete spuntare la foglia dell’Amorphophallus dal terreno ricomincerete a innaffiare, evitando comunque i ristagni e bagnando solo quando il terreno è completamente asciutto.

La posizione corretta per questa pianta è la mezzombra. State anche attenti che il posto prescelto sia protetto dai venti e dalle eccessive correnti d’aria.

Fusto e foglie di Amorphophallus titanum.

La foglia spunta dopo l’eventuale fioritura. In autunno, appassita la foglia, si può estrarre il tubero dal terreno e riporlo in un luogo asciutto, fresco e buio fino alla successiva primavera. Si consiglia di fare così soprattutto nei luoghi con inverni rigidi.

Durante la vegetazione sarà opportuno concimare la pianta con un concime NPK per piante verdi. Vanno bene quelli liquidi che si comprano al supermercato. La concimazione è particolarmente necessaria se la coltivazione avviene in vaso. In tal caso sarà anche opportuno sostituire il terriccio durante la fase di dormienza, per garantire alla nostra pianta le giuste sostanze nutritive.

La riproduzione avviene solitamente da seme o tramite la divisione del tubero. Si trovano sia tuberi che semi in commercio. Potete ordinarli on line (li ho trovati su ebay) e devo dire che sono un po’ cari. Un pacco da trentacinque semi era venduto per sessantacinque dollari statunitensi. Comunque, se avete lo spazio e la passione per coltivare questa pianta, ne vale la pena!

Un’ultima curiosità: dal tubero si ricavano delle fibre usate nella preparazione di prodotti alimentari per persone obese. Inoltre a Sumatra la gente lo mangia una volta cotto.

Enrico Proserpio

 

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