La pianta del tè o Camellia sinensis

Il è una bevanda molto diffusa, ma la pianta da cui deriva è molto meno conosciuta.

Fiori e foglie di Camellia sinensis.

Camellia sinensis è una pianta della famiglia delle theaceae, originaria dell’Asia tropicale. L’arbusto raggiunge l’altezza di oltre due metri, ha foglie coriacee, verde chiaro, lunghe da quattro a quindici centimetri e larghe dai due ai cinque centimetri. I fiori sono bianchi o gialli, dotati di sette o otto petali e dal diametro di circa quattro centimetri. Caratteristica importante è la presenza di un’alta percentuale di caffeina (il 4% circa nelle foglie fresche).

La coltivazione della Camellia sinensis può dare qualche problema poiché non sopporta molto il freddo. Durante l’inverno sarà meglio quindi coprirla o ritirarla all’interno in un luogo dove non geli. Necessita di un terreno soffice, senza ristagni di acqua, meglio se acido. Per la coltivazione in vaso possiamo usare una miscela di torba bionda, materiale drenante (sabbia vagliata o agriperlite) e concime organico (stallatico, letame o compost).

La raccolta delle foglie per la produzione del tè inizia solitamente al terzo o quarto anno di vita della pianta.

La riproduzione può essere fatta da seme o da talea. Per maggiori informazioni rimando al mio articolo sulle camelie da fiore.

Un singolo esemplare può rimanere in produzione per qualche decennio (si conoscono piante secolari).

La tipologia di tè varia a seconda dell’età della foglia e del trattamento che essa riceve dopo la raccolta.

Tavola botanica di Camellia sinensis.

Il tè verde è fatto con foglie trattate col calore subito dopo la raccolta. Le foglie vengono prima esposte al sole, su stuoie di bambù, e vengono poi trattate con vapore ad alta temperatura per almeno trenta secondi. In questo modo si ferma la fermentazione delle foglie.

Il tè nero è il più diffuso in Occidente. Le foglie vengono essiccate, arrotolate e fatte di nuovo essiccare. Infine le si fa macerare e fermentare.

Il tè oolong, detto anche tè qing o tè blu, è semi-fermentato. Le foglie vengono messe a seccare in grosse ceste, le quali vengono scosse per far sì che i bordi delle foglie stesse si rompano. In questo modo mentre la parte centrale della foglia ingiallisce e secca, il bordo fermenta divenendo rossastro. Infine le foglie vengono trattate col vapore, arrotolate ed essiccate di nuovo.

Il tè bianco si ricava dalle gemme non ancora del tutto schiuse o dalle foglie giovanissime. Prende il nome dalla leggera peluria che ricopre le gemme che ha un colore biancastro. Le foglie una volta raccolte vengono essiccate al sole.

Il tè giallo è una varietà pregiata di tè verde. Le foglie, una volta trattate col calore, vengono ammassante in piccoli mucchi e coperte con un panno umido. Vengono poi lasciate fermentare per una ventina di ore a un alto tasso di umidità.

Infine, ci sono i tè postfermentati (tra i quelli si ricorda il tè Pu’er), i quali subiscono una stagionatura più o meno lunga durante la quale fermentano

Frutti di Camellia sinensis.

grazie all’azione di microorganismi. Si trovano spesso sotto forma di mattonelle compatte. In Cina essi vengono definiti “tè nero” per il colore scuro sia delle foglie fermentate che dell’infuso. Questa dizione non deve indurre in confusione: essi non sono i tè che da noi, in Occidente, vengono chiamati “tè nero”. Questi, in Cina, sono conosciuti come “tè rosso”.

Il si prepara per infusione delle foglie in acqua bollente. È sempre consigliabile usare i tè sfusi e non le bustine, al fine di gustarne il sapore appieno. La bevanda contiene caffeina e ha, quindi, una certa azione stimolante ed eccitante, soprattutto se si lasciano le foglie in infusione per un tempo breve (un paio di minuti) poiché la caffeina viene ceduta velocemente. Se si lasciano per più tempo (quattro o cinque minuti) le foglie cederanno anche acido tannico il quale, combinandosi con la caffeina, ne annulla gli effetti. Se vogliamo un tè meno eccitante, quindi, dovremo lasciare le foglie in infusione per più tempo.

Oltre al tè, dalla Camellia sinensis si ricava anche un olio usato in cucina. Questo si ottiene tramite la spremitura a freddo dei semi della pianta del tè e di altre specie dello stesso genere (Camellia oleifera, Camellia japonica). Questo olio, che è abbastanza simile a quello d’oliva, non va confuso con l’olio essenziale dell’albero del tè (usato in cosmetica) che viene ricavato da un’altra pianta (Maleuca alternifolia). L’olio di semi di tè è molto usato in oriente. In Giappone viene usato per la preparazione della tempura e per il trattamento dei capelli dei lottatori di sumo.

Enrico Proserpio

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