Hitler e il nazismo magico

La copertina del libro.

La storia è assai più complessa di come la studiamo a scuola. Essa è guidata da tante forze diverse tra cui sicuramente la brama di potere, i sentimenti umani come l’avidità ma anche la giustizia, la ragione e le emozioni. Ma c’è un’altra cosa che solitamente viene trascurata: l’esoterismo.

State tranquilli, non state leggendo uno di quei post che parlano di strane, terribili e assai poco credibili cospirazioni di qualche setta segreta e potentissima. Sto parlando d’altro, di quelle visioni del mondo che spesso, proprio attraverso l’adesione formale o meno, a una certa tesi esoterica e al filone culturale che l’ha generata, hanno influenzato la storia anche recente. È importante, al di là delle credenze di ognuno di noi, conoscere anche queste visioni per poter realmente comprendere i fatti.

Da questa convinzione parte Giorgio Galli per il suo studio forse più famoso dal titolo “Hitler e il nazismo magico”.

Che il dittatore tedesco fosse appassionato di esoterismo, magia et similia lo sapevamo già. Galli dimostra però quanto fossero importanti le teorie esoteriche nella vita e nella politica di Hitler e di molti suoi gerarchi. Attraverso l’analisi della cultura esoterica e delle sue manifestazioni, Galli riesce a inserire in una logica storica credibile alcuni fatti che altrimenti risulterebbero poco spiegabili. In prima istanza il perché Hitler sia divenuto il leader indiscusso del partito nazista. Egli infatti non aveva sempre fatto politica e, anzi, sappiamo dalle sue stesse testimonianze che in gioventù non aveva nessuna intenzione di farla, prediligendo diffondere le idee che lo caratterizzeranno attraverso l’arte e la filosofia. Hitler quindi iniziò a fare politica quando aveva già trent’anni. Perché dunque egli divenne subito il capo del movimento quando c’erano altri più avvezzi di lui alla politica e che erano più addentro all’ambiente? Secondo l’autore si tratta di un falso problema, di un dubbio che sorge solo se non si tiene in considerazione la cultura esoterica e le società che la sostenevano. Hitler infatti non divenne di colpo il leader di quelle persone che lo seguiranno fino alla fine. Lo era già, ma non in politica. Egli era già ritenuto una guida in quegli ambiti nascosti delle società esoteriche quali la Thule. Divenire anche il capo politico fu quindi un passaggio naturale.

Un altro caso, sul quale l’autore insiste molto, è la missione di Rudolf Hess in Inghilterra. Ufficialmente questa fu solo un colpo di testa di un gerarca con problemi psichici che agì senza il permesso di Hitler. In realtà, molti aspetti fanno credere che Hitler ne fosse al corrente e che fosse semplicemente deciso a fingersi sorpreso e arrabbiato in caso di fallimento (cosa che avvenne). Ma cosa cercava di fare Hess in Inghilterra? Dobbiamo ricordare che la missione fu fatta in pieno conflitto. Cosa cercava un gerarca nazista oltremanica? Semplice: cercava una tregua con l’Inghilterra nel nome della comune razza e della comune radice culturale. Hess (e Hitler) sperava di ottenere l’appoggio del governo inglese attraverso i contatti che aveva nelle società segrete inglesi (Golden Dawn in primis) in nome della comune visione esoterica. Questo fatto spiegherebbe anche l’attacco alla Russia fatto dai nazisti. Hitler aveva con Stalin un accordo di non belligeranza, stipulato perché il dittatore tedesco non aveva intenzione di combattere su due fronti. Perché dunque attaccare la Russia e andare contro quelle idee strategiche che aveva sempre propugnato? Con tutta probabilità la cosa è da attribuirsi al fatto che Hitler, animato da convinzioni non proprio razionali, fosse convinto che in virtù della missione di Hess l’Inghilterra non sarebbe intervenuta e avrebbe anzi firmato una tregua con la Germania. Non fu così, come ben sappiamo. La missione di Hess fallì miseramente perché i suoi agganci, benché altolocati, non avevano quell’influenza necessaria a far cambiare rotta al governo inglese.

Altro aspetto interessante che il libro presenta è l’analisi del clima culturale in cui il nazismo si inserisce. Negli ultimi anni del XIX secolo e nei primi del XX ci fu una proliferazione di sette e società di matrice esoterica che, influenzate dall’evoluzionismo (mal digerito e inteso) e alle delusioni ricevute dalla Germania in seguito alla prima guerra mondiale, crearono un’ideologia pangermanista che sosteneva la necessità di far rinascere la razza ariana (superiore) che si trovava in uno stato di degenerazione causata soprattutto dalla cultura ebraica. Queste teorie trovarono terreno fertile e furono influenzate dalle più disparate forme di esoterismo, da quello della teosofia a quello indù, passando per l’Islam (a tal proposito si veda il libro “La mezzaluna e la svastica” da me recensito). Proprio il discorso sull’Islam mi ha incuriosito. Hitler ammirava la religione islamica, riteneva di razza pura i veri islamici (tanto da voler liberare l’Iraq e farne un suo alleato) al punto tale da avere dei reparti di SS di tale religione. La cosa suona ironica se si pensa alle dichiarazioni a riguardo dell’Islam delle destre estreme attuali.

Galli analizza il nazismo senza pregiudizi, fornendoci così uno strumento prezioso di comprensione. Differentemente da molti altri storici, egli non fa apologie negazioniste né condanna a spada tratta. In particolare Galli non sostiene che Hitler fosse un pazzo. Non lo era di sicuro. E non era nemmeno, come molti hanno affermato, un “satanista”. Hitler, per come appare studiandone la storia e la cultura, era quanto di più lontano potesse esistere da un satanista. Il satanismo infatti si configura come adorazione del male e si inserisce all’interno del contesto culturale cristiano. Hitler era invece neopagano, ben lontano dal Cristianesimo che aborriva. Inoltre egli agiva secondo quei principi che egli riteneva buoni e giusti. Hitler vedeva il nazismo come l’incarnazione del bene che eroicamente combatteva la malvagità, soprattutto ebraica, ma anche cristiana, che aveva contaminato la razza. Un uomo che agisce convinto di fare il bene non può essere considerato un satanista.

Ho già scritto fin troppo e molto altro ci sarebbe da scrivere riguardo il nazismo, la sua visone del mondo, Hitler e i suoi gerarchi. Il libro di Galli ci offre un quadro variegato e ricco di particolari, ci descrive un Hitler razzista, spietato e crudele nei confronti dei suoi nemici, ma anche un Hitler vegetariano, ecologista e animalista. Galli restituisce a quel periodo il suo spessore (spesso orribile) che le condanne fatte senza analisi avevano tolto, attribuendo i fatti semplicemente alla malvagità satanica o alla follia del dittatore. Trovo invece che per qualunque cosa sia giusto e doveroso fare un’analisi oggettiva dei fatti, al fine di comprenderne le cause. Se non la si fa, si incappa negli stessi errori, inevitabilmente.

Hitler e il nazismo magico” è dunque un libro da leggere. Tra l’altro, lo stile è scorrevole e per nulla pesante. Se proprio dobbiamo trovargli un difetto, possiamo dire che sarebbe stato utile descrivere più approfonditamente la filosofia delle diverse società esoteriche citate (Teosofia, Thule, Antroposofia, Golden Dawn, OTO…) al fine di rendere più chiaro al lettore inesperto in materia di esoterismo i fatti narrati.

Enrico Proserpio

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