Paese dalle ombre corte

Recentemente mi è stato consigliato il romanzoPaese dalle ombre corte” di Hans Ruesch, del 1957. Credo valga la pena consigliarlo.

Il romanzo è ambientato in Arabia, nella prima metà del XX secolo, e narra l’avventura bellica del giovane emiro Auda Ibn Amr, figlio del sultano di Teelandia. Il giovane, insieme al fratello, cresce alla corte di Nesib, re di Nesiblandia, il quale, dopo aver vinto una guerra contro il padre di Auda, pretese, come condizione di pace, che i due figli del sultano si stabiliscano alla sua corte.

Dopo anni di pace, la situazione torna a scaldarsi a causa dello sfruttamento del petrolio e della presenza di aziende occidentali. In questo clima di tensione, Auda sposa la figlia prediletta del re Nesib, ma invece che stare a Hubeika, la capitale del regno, con la moglie, decide di fuggire e raggiungere il padre per convincerlo a non attaccare Nesib.

Il sultano, però, non si fa convincere. Egli crede che lo sfruttamento del petrolio sia contrario ai dettami religiosi e che la guerra per evitarlo sia, di conseguenza, una guerra santa. Auda si ritrova così al comando di un contingente di persone non addestrate, scelte tra i carcerati e perfino tra mutilati e invalidi, a cui viene dato l’incarico di cogliere di sorpresa l’esercito di Nesib attaccando la capitale del suo regno da una direzione che non si aspetta. Per farlo essi dovranno attraversare il “Quartiere di Allah”, una parte di deserto rovente e priva di fonti e oasi, a tal punto terribile che nemmeno gli avvoltoi vi si spingono.

Quasi tutto il romanzo narra la traversata del deserto di Auda e della sua armata, i quali, dopo diverse traversie e battaglie, raggiungeranno Hubeika. L’epilogo, lo lascio scoprire a voi.

La narrazione è cruda, violenta, a tratti feroce. Ruesch sceglie di far narrare le vicende in prima persona allo stesso emiro Auda, mostrando il cambiamento della sua personalità col passare del tempo. Questo è forse l’aspetto più interessante del libro: la storia è, al contempo, un’analisi dell’animo umano e di come i fatti della guerra possano trasformarlo. Lo scontro con le difficoltà della marcia nel deserto, con la crudeltà dell’ambiente e dell’uomo, trasformeranno un giovane principe amante della poesia e della pace in “Auda il sanguinario”. La descrizione delle violenze su persone e animali toccano la sensibilità del lettore, coinvolgendolo nelle sofferenze dei personaggi e facendogli cogliere tutta l’atrocità della guerra.

Un altro aspetto molto interessante è quello della religiosità. Tutte le azioni dei personaggi sono dirette dalle leggi dell’Islam. Sia nelle ragioni della guerra, che nei modi di combatterla e di gestire le relazioni con avversari e alleati, la legge coranica è determinate.

Dal romanzo è stato tratto, nel 2011, il filmIl principe del deserto” che però non ha trovato, presso la critica, lo stesso apprezzamento del libro.

Paese dalle ombre corte” è un romanzo da leggere.

Enrico Proserpio

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