Comunismo e nazifascismo non sono uggguali

Nei giorni scorsi in Europa è stata approvata una mozione che equipara comunismo e nazifascismo, compiendo un grave falso ideologico e storico.

Tanto per cominciare ridurre il comunismo ai regimi totalitari è qualcosa di estremamente qualunquista, se non pura e semplice malafede. Così come è qualunquismo fare semplicemente il “conto delle vittime” per giudicare delle esperienze storiche complesse. Se ragionassimo così dovremmo bandire e proibire quasi tutte le ideologie, quasi tutti i partiti e quasi tutte le religioni. Perché non abolire il Cristianesimo, per esempio, visto il numero di vittime delle guerre di religione e della Santa Inquisizione? Questi “illuminati pensatori” che vogliono bandire il comunismo sarebbero pronti a condannare l’uso del simbolo della croce? Ho qualche dubbio in proposito. Anche la democrazia sarebbe da bandire. O ci dimentichiamo le vittime delle guerre di “esportazione della democrazia” degli ultimi decenni?

Comprendete bene che di questo passo ben poco si salverebbe. Se però si toglie il numero delle vittime, qual è il discrimine tra ideologie lecite e da combattere? L’ideologia stessa, ovviamente. In questo sta la differenza fondamentale tra il comunismo e il nazifascismo. Il comunismo è un’ideologia di fratellanza e di solidarietà tra gli uomini che ha come scopo la fine dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo, dell’ingiustizia, delle prevaricazioni. Ciò che il comunismo si pone come obiettivo è la costruzione di un mondo migliore dove nessuno sia oppresso e tutti abbiano di che vivere una vita dignitosa (e magari, perché no, felice). Il fatto che poi tale ideologia sia stata usata come scusa da alcuni regimi e dittatori per giustificare il proprio potere, compiendo anche atrocità ben lontane da ciò che il comunismo dovrebbe essere, non invalida l’ideologia, ma solo il comportamento di quelle persone e i loro regimi. Del resto basta fare una sommaria analisi dei cosiddetti regimi comunisti per comprendere che spesso di comunista hanno solo il nome. Si pensi alla Corea del Nord, ridotta ormai a una sorta di monarchia dai connotati teocratici, o alla Cina divenuta nel tempo uno dei peggiori capitalismi al mondo.

Va poi detto che al comunismo tutti noi dobbiamo molto (anche se la maggior parte della gente non se ne rende conto). Se oggi abbiamo un certo benessere diffuso (che il moderno neoliberismo sta erodendo) lo dobbiamo a quelle battaglie per i diritti dei lavoratori (salario minimo dignitoso, orario di otto ore invece che dodici o quattordici, proibizione del lavoro minorile…) e per i diritti sociali (scuola pubblica e gratuita, sanità, previdenza…) che sono state fatte soprattutto da quei movimenti anticapitalisti derivanti dal pensiero socialista e comunista (alcuni elementi dei quali sono stati colti e portati avanti anche da altri, come certi cattolici).
Anche i regimi comunisti, poi, non vanno buttati via con superficiale semplicità. Nell’esperienza sovietica, per esempio, c’è parecchio da salvare. Questi signori che invitano i russi a prendere le distanze dal loro passato dovrebbero ricordarsi che dalla fine del comunismo in Russia la speranza media di vita è diminuita di diversi anni. Forse, dunque, non si stava poi così male. Certo, ripeto, i crimini commessi vanno condannati, ma senza gettar nella spazzatura l’intera esperienza storica. Un altro esempio, ancora in atto, è il regime cubano. Anche qui, nessuno nega i crimini commessi, ma per non vedere i tanti lati positivi dell’esperienza cubana (dalla sanità alla scuola alle politiche agricole tra le più sostenibili) bisogna essere ciechi.

Cosa ben diversa è, invece, il nazifascismo. A tal proposito mi si lasci citare Paolo Ferrero:

Il nazismo non è la cattiva applicazione di un ideale positivo ma la completa unità di teoria e pratica dello sterminio di massa del diverso in una idea gerarchica e disumana dell’omo sapiens.

Il nazifascismo è totalitario, violento, razzista, omofobo ecc. fin dalle sue radici. Mentre i gulag russi furono una degenerazione del comunismo, qualcosa di estraneo e opposto all’ideologia originaria (come il Santo Uffizio lo fu per il Cristianesimo, o la guerra in Iraq per la democrazia), i lager furono l’applicazione e la realizzazione del pensiero nazista.

Per questo il nazifascismo va combattuto e messo al bando, perché è un’ideologia criminale, un modo di pensare che non può che portare morte, guerra e rovina. Paragonarlo al comunismo, magari portando avanti la ridicola retorica delle “due facce della stessa medaglia” è un falso ideologico e diventa particolarmente grave se a farlo è chi, invece, dovrebbe ben conoscere la realtà e la politica.

Vorrei concludere con una considerazione sui motivi veri della condanna. Oggi il capitalismo è divenuto pensiero unico. L’anticapitalismo è marginale, ridotto al lumicino. Ma tale posizione dominante è messa a rischio dai sempre maggiori danni provocati dal capitalismo, come i flussi migratori di migliaia di poveri o i cambiamenti climatici. Il potere deve dunque tutelarsi, farsi propaganda in modo da impedire alle persone di aprire gli occhi sulle vere cause dei disastri a cui assistiamo (e, purtroppo, va detto che ci sta riuscendo bene). L’equiparazione del comunismo al nazifascismo è funzionale a tale propaganda, che viene portata avanti anche sui media e negli spazi informativi. Ricorderete la pubblicità che invitava a consumare per rilanciare l’economia, o quella, più recente, che esaltava il “libero mercato” e i suoi (presunti) benefici per tutti. Anche l’informazione è totalmente prona all’ideologia capitalista. Poco tempo fa, durante un servizio sull’uso dei robot per lavori vari, il commentatore dichiarò che le nuove tecnologie non toglieranno lavoro e che l’idea che le macchine riducano i posti di lavoro è “ideologica e non sostenuta dai fatti”. Peccato sia l’esatto opposto. Del resto perché mai un capitalista dovrebbe investire nell’acquisto di una macchina se questa non gli facesse risparmiare manodopera?

Ciò che rende ancor più atroce tutto ciò è che, nonostante il capitalismo sia la più violenta e criminale delle ideologie, le sue vittime non le vengono mai attribuite. Ogni giorno sentiamo parlare di schiavi sfruttati nelle miniere in Africa, di bambini che cuciono palloni e scarpe nelle fabbriche, di gente che muore avvelenata dall’inquinamento. Se poi guardiamo alla storia vediamo storie terribili come la schiavitù dei neri in USA o il colonialismo. Eppure sembra che nessuno riesca a vedere il chiaro e semplice collegamento tra il capitalismo e questi epifenomeni. Perché pensate che i signori della guerra del Congo schiavizzino le persone se non per soddisfare l’avidità capitalista?
Gli stessi regimi fascisti sono stati sempre sostenuti dal capitalismo. Ricordiamoci il golpe che portò al potere Pinochet in Cile, sostenuto dall’America per tutelare gli interessi delle sue aziende. I fascisti sono sempre stati e sono tutt’ora i cani da guardia del capitale.

Un’ultima nota: tra coloro che hanno votato l’approvazione della mozione in oggetto, ci sono anche gli europarlamentari del PD. Ricordatevelo la prossima volta che dite che il PD è di sinistra.

Enrico Proserpio

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