Allevare le formiche: un manuale per farlo

Quando pensiamo agli animali domestici le formiche non sono tra le prime specie che ci vengono in mente. Eppure basta cercare su un qualsiasi motore di ricerca o sui social per scoprire che sono in tanti ad allevare questi insetti con passione.

Per chi volesse avvicinarsi all’allevamento delle formiche c’è il libro “Conoscere le Formiche. Guida per l’allevamento delle formiche italiane” di Angelo Cardillo.

Il libro parte con la descrizione di alcune caratteristiche della biologia delle formiche, per dare al lettore gli strumenti base per comprendere il loro variegato mondo. Un’attenzione particolare viene data alle modalità di fondazione di una nuova colonia (formicaio), la cui conoscenza è fondamentale per l’allevamento. L’autore spiega come tali modalità siano di quattro fondamentali tipologie:

  • Claustrale
  • Semiclaustrale
  • Per gemmazione
  • Parassitaria

Nella fondazione claustrale la regina, dopo essere volata via dal formicaio d’origine ed essersi accoppiata, si stacca le ali e cerca un luogo sicuro dove fondare la nuova colonia. Lì deporrà le prime uova e userà come riserva alimentare i grassi accumulati e i muscoli delle ali, ormai inutili, finché le prime operaie non sfarfalleranno, mettendosi al lavoro. A volte più regine collaborano tra loro.

La copertina del libro.

Nella fondazione semiclaustrale è simile alla prima, ma le regine che usano questa modalità escono dal formicaio a cercare prede per sé e per le larve.

Le regine che usano la modalità della fondazione per gemmazione vengono fecondate spesso dentro il formicaio d’origine e ne escono poi, da sole o con altre regine sorelle, per cercare un luogo dove fondare la nuova colonia. Esse portano con sé alcune operaie che le aiuteranno nel lavoro di fondazione.  

Nella fondazione parassitaria, infine, le regine si intrufolano, in vari modi, in formicai di altre specie e ne sfruttano le operaie, spesso sostituendo la regina originaria.

Per creare una colonia in cattività sarà necessario conoscere bene il modo in cui la specie che ci apprestiamo ad allevare fonda le colonie, in modo da favorire la regina nel suo lavoro.

Un punto fondamentale è la ricerca di giovani regine per cominciare l’allevamento. Ovviamente non si deve distruggere un formicaio esistente per “rapirne” la regina. Questo non solo sarebbe eticamente opinabile, ma probabilmente infruttuoso: una regina spaventata potrebbe morire. Cardillo spiega che, prima di tutto, sarà necessario conoscere il periodo di sciamatura della specie che ci interessa, in modo da poter andare a caccia di regine nel momento in cui esse sono appena state fecondate e non hanno ancora fondato la nuova colonia. Ogni specie ha un suo periodo, che può variare leggermente a causa delle condizioni di temperatura della stagione. Sarà quindi meglio avere sempre con sé dei barattolini o delle provette pronte all’uso. La provetta dovrà essere separata in due parti da un batuffolo di cotone idrofilo pressato. In una delle parti dovrà esserci dell’acqua, mentre l’altra sarà lasciata libera per poter ospitare la regina. La provetta sarà il primo nido, dove la giovane regina potrà deporre le prime uova. Essa andrà poi posta nel formicaio artificiale.

Angelo Cardillo, autore del libro.

Il formicaio artificiale potrà essere realizzato con diversi materiali. Anche qui la scelta sarà influenzata dalla specie che dovranno ospitare. Gesso e gasbeton sono buoni materiali, ma alcune formiche riescono a scavarli, il che provocherebbe dei danni o la fuga delle formiche stesse.

In generale, la struttura dovrà comprendere un nido, dove le formiche vivranno e alleveranno larve e pupe, e un’arena, ovvero uno spazio in cui gli insetti si muoveranno alla ricerca di cibo e acqua. In questo spazio si dovranno porre dei piccoli contenitori (tappi delle bottiglie opportunamente tagliati, per esempio) contenenti acqua e alimenti di vario tipo (alcune specie amano mangiare semi, altre insetti, melata…).

Il libro prosegue con delle schede di alcune tra le specie italiane più allevate, dove si descrivono le caratteristiche principali, l’alimentazione, il tipo di fondazione e le i modi per allevarla.

Infine, l’autore smentisce alcune fandonie sulle formiche presenti in fiabe, cartoni animati e racconti che spesso “umanizzano” le formiche presentandole in modo del tutto inesatto. Scopriamo, per esempio, che le formiche non sono le indefesse lavoratrici della fiaba “La cicala e la formica” di Esopo, ma che amano riposarsi e lavorano solo se necessario.

Il libro è scritto con un linguaggio semplice, accessibile a tutti (pur non sacrificando l’esattezza scientifica), il che lo rende un testo piacevole da leggere, oltre che interessante. Angelo Cardillo ha anche un sito e un canale youtube, sul quale potete vedere le sue colonie in attività, ed è molto attivo sul gruppo facebookMirmecologia Italia”.

Enrico Proserpio

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